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BAGNOLO, TRENI LOCALI 

«Studenti lasciati a piedi Un fatto contro la legge»

Alessandro Cagossi

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BAGNOLO. Non si sono fatte attendere le reazioni sull’ennesimo disservizio occorso martedì mattina sulla linea ferroviaria Reggio Emilia–Guastalla. «L’episodio accaduto martedì rappresenta un inedito mai visto prima che fa capire quanto chi gestisce la linea ferroviaria, Tper e Fer, siano lontani non tanto dalla risoluzione dei problemi, ma già dalla loro presa in carico», ha dichiarato Elena Sberveglieri, portavoce di un gruppo di denuncia dei disservizi della linea ferroviaria Reggio Emilia–Guastalla.

Martedì alcuni studenti diretti a Reggio Emilia sono stati fatti scendere dal treno alla stazione centrale di Bagnolo, mentre altri non sono stati fatti salire sugli autobus “sostitutivi” approntati per ovviare alle carrozze mancanti del treno, rimaste ferme alla stazione di partenza (Guastalla), in quanto rotte.

Gli studenti sono stati lasciati a piedi perché sia treno che autobus erano pieni. Di fronte alle proteste di chi non voleva scendere dai mezzi pubblici perché diretto a scuola, il personale di bordo ha reagito intimando l’intervento dei carabinieri.

Sul tema è intervenuta Sberveglieri che parla da attivista, utente della linea e mamma di una studentessa che prende il treno tutti i giorni. «Da anni – afferma Sberveglieri – mi espongo combattendo affinché questi problemi cronici abbiano una fine, devo dire che è solo l’ultimo episodio di una lunga serie. La rottura di macchinari ormai da anni crea, a ricaduta, una serie di problemi con ritardi allucinanti e non solo. Parlo da utente molto informata sui fatti, visto che da anni prendo il treno per andare a lavorare. L’episodio accaduto martedì rappresenta un inedito mai visto prima che fa capire quanto chi gestisce la linea ferroviaria, Tper e Fer, siano lontani non tanto dalla risoluzione dei problemi, ma già dalla loro presa in carico. Da mamma di una studentessa che prende il treno tutti i giorni per andare a scuola, osservo che siamo arrivati a far scendere dei minorenni dal treno perché era pieno. Molti di loro erano saliti a Novellara e sono stati fatti scendere a Bagnolo: si tratta di minorenni lasciati a piedi da un ente che dovrebbe garantire un pubblico servizio, e invece li abbandona in un luogo che neanche conoscono, li priva al diritto allo studio, mette in difficoltà e fa preoccupare le famiglie». «Come genitore lancio un grido d’allarme per scelte gestionali del tutto fuori luogo che, in questo caso, probabilmente, si pongono ben al di fuori della legge» conclude Sberveglieri.

Alessandro Cagossi

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