Unità di ortopedia con Scandiano: «Oltre 18mila visite e 1.900 operazioni»
Il bilancio del primo anno. Salsi e Fregni: «Abbiamo fronteggiato la carenza di medici. Ora si fanno qui interventi che prima andavano a Reggio»
CASTELNOVO MONTI. Mentre la riapertura del punto nascite – chiuso alla fine del 2016 – resta un nodo irrisolto della sanità in montagna, il futuro dell’ospedale Sant’Anna è nell’Unità operativa complessa di Ortopedia e traumatologia. A illustrare come si sta strutturando la sanità in montagna è il consigliere capogruppo di maggioranza e consigliere delegato alla sanità, il dottor Carlo Boni.
«La situazione pandemica ha sottolineato come sia necessario mantenere una risposta adeguata dei vari presidi sanitari territoriali integrati in quel complesso sistema di rete ospedaliera che costituisce il presidio provinciale Ausl – spiega –. Il dibattito ha confermato come asse strategico quello che per tanti anni è stato considerato come la “spina dorsale” del territorio reggiano: gli ospedali principali, in grado di poter intervenire su tutti i settori e reparti principali, devono essere Reggio Emilia, Guastalla e Castelnovo Monti». Secondo Boni «a sostenerlo ci sono anche i dati sul mutamento del quadro epidemiologico, dei cambiamenti demografici e l’invecchiamento della popolazione, dei progressi delle tecnologie e del rapido sviluppo della medicina». «Sul Sant’Anna – dichiara – stanno andando avanti progetti importanti, non solo dal punto di vista strutturale».
Quello principale, dunque, è stata la recente creazione dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia e traumatologia di Castelnovo ne’ Monti – Scandiano, diretta dal dottor Antonello Salsi, mentre il responsabile della Struttura Organizzativa è il dottor Umberto Fregni. A un anno dalla sua introduzione, ne parlano proprio Salsi e Fregni e fanno un bilancio di questi primi 12 mesi di attività.
Salsi è specializzato in Ortopedia, Traumatologia e Chirurgia della mano: è direttore della nuova Uoc di Castelnovo Monti – Scandiano. Fregni ha conseguito un Master di 2° livello in Chirurgia della spalla: è responsabile della Struttura Operativa di Castelnovo Monti – Scandiano. «Ci siamo trovati a dover affrontare una gravissima carenza di medici, che si è verificata negli ultimi anni in tutto il territorio nazionale e nella nostra provincia – spiega Salsi –. Dovevamo trovare comunque il modo di dare risposta alla richiesta di un sistema sanitario di qualità che da sempre contraddistingue i servizi reggiani. Questo significava farsi carico delle esigenze dei cittadini seguendo i criteri della territorialità oltre alla qualità di erogazione delle prestazioni. Negli ultimi anni, l’Ortopedia di Castelnovo aveva subito una drammatica perdita di unità mediche, a causa di pensionamenti, che avevano ridotto l’organico al solo dottor Claudio Minervini, eccellente professionista molto apprezzato dalla comunità appenninica, ma ovviamente non sufficiente per mantenere aperta un’attività di reparto e di sala operatoria». Da qui è nato il progetto di fusione delle Unità Operative di Ortopedia di Castelnovo Monti – Scandiano in una nuova Uoc, poi approvato dalla Regione e fortemente voluto dalla direzione genenerale Ausl, che lo ha condiviso con i professionisti. «Il progetto – continuano Salsi e Fregni – aveva gli obiettivi di presidiare il territorio, dare risposte adeguate agli utenti, ottimizzare le risorse di organico, materiali e strumentazioni, dare appeal alla nuova Uoc al fine di attivare e richiamare altri specialisti. Oggi, dopo un anno di attività, e nonostante le difficoltà legate alla pandemia, possiamo affermare che è stata una scelta di successo».
Una scelta che ha visto indirizzare a Scandiano i pazienti che necessitano di interventi effettuabili in day hospital e day service – chirurgia della mano, chirurgia del gomito, chirurgia del piede e chirurgia artroscopica del ginocchio –, a Castelnovo Monti quelli più complessi che richiedono una degenza ordinaria, quali protesi dell’anca e del ginocchio, artroscopia della spalla, ricostruzioni dei legamenti del ginocchio, la chirurgia pediatrica del piede e gli interventi sulle fratture. «Nell’ultimo anno – prosegue Salsi – abbiamo erogato oltre 18.000 visite (12.000 al Magati, 6.000 al Sant’Anna) oltre 1900 pazienti operati (1.500 a Scandiano e 400 a Castelnovo Monti). E le prospettive per l’anno prossimo sono di crescita: pensiamo di arrivare a 2.400 interventi. Vediamo che questa nuova organizzazione non soltanto ha rappresentato un miglioramento del servizio in entrambi gli ospedali, ma richiama anche pazienti anche da fuori provincia e da fuori regione. In questo sottolineo anche l’ottima integrazione con il reparto di Anestesia e Rianimazione di Castelnovo Monti diretto dal dottor Ermanno Briglia. Un ulteriore fatto positivo che evidenzia questo appeal della nuova Uoc è l’arrivo di due giovani specialisti, il dottor Alessandro Canovi specializzato anche in microchirurgia dei reimpianti della mano e il dottor Stefano Muzzi. Ad oggi possiamo contare su un organico della Uoc con 8 professionisti: oltre a quelli già citati, ci sono il dottor Filippo Morsiani, il dottor Licinio Donelli, il dottor Marco Cavallieri». Conclude Fregni: «Per fare due esempi, nei giorni scorsi abbiamo operato un 14enne con fratture importanti, e una centenaria per la protesi dell’anca: si tratta di interventi che prima della creazione della Uoc sarebbero stati centralizzati su Reggio».
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