Gazzetta di Reggio

Reggio

lutto in MUNICIPIO 

È morto Atos Cattini pioniere dei diritti delle persone disabili

Ambra Prati
È morto Atos Cattini pioniere dei diritti delle persone disabili

Affetto da poliomielite e dal 2005 da una rara malattia in Comune divenne un esperto dei bisogni speciali

2 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia. Si è spento mercoledì scorso a mezzogiorno, nella sua abitazione di San Bartolomeo, Atos Cattini, 66 anni, per l’intera attività lavorativa dipendente del Comune di Reggio Emilia, dove si è distinto come pioniere dei diritti dei disabili. Affetto da poliomielite fin dall’età di due anni (camminava con le stampelle), Cattini è entrato in municipio giovanissimo, a 18 anni, grazie a una legge dell’epoca che consentiva ai portatori di handicap di entrare senza concorso nella pubblica amministrazione.

Sia per il vissuto personale sia perché amava aggiornarsi sulle ultime tendenze normative, Cattini è diventato ben presto un esperto dei diritti dei disabili. Sotto la giunta del sindaco Antonella Spaggiari ha precorso i tempi sensibilizzando sulle barriere architettoniche. «Diventato formatore dei geometri, li portava fuori in carrozzina affinché si rendessero conto degli ostacoli che incontravano», ha spiegato la moglie Maura Bondavalli.

È stata in gran parte farina del suo sacco la programmazione Città Solidale: su questo settore l’esperto collaborava con le Politiche sociali della Regione, venendo spesso interpellato dai media locali e nazionali. «Amava molto il suo lavoro. Era naturalmente attento ai bisogni degli altri. Diceva: “Lo faccio per il prossimo, ma non mi aspetto nulla in cambio”».

L’ultimo incarico è stato ai Servizi sociali come responsabile del Criba (Centro regionale di informazione e benessere ambientale) e del Caad (Centro adattamento ambiente domestico, dedicato ai disabili ma anche agli anziani che devono ristrutturare casa per essere autonomi). Proveniente da una famiglia modesta, Cattini si è riscattato: prima il diploma da ragioniere conseguito con corsi serali, poi l’iscrizione a due facoltà universitarie, Economia e commercio e Psicologia. «Non le ha finite, ma il suo percorso dimostra che era una persona molto curiosa, colta, incontentabile. Politicamente era di sinistra e c’era sempre quando si trattava di scendere in piazza e di impegnarsi su temi d’attualità».

Nel 2005 gli è stato diagnosticata una forma rara di tumore. «Fino al 2011 è stato bene, poi è iniziato un peggioramento graduale, fino all’impossibilità di condurre una quotidianità attiva. Dal 2012 al 2015, quando è sopraggiunta la pensione, non ha potuto lavorare. Era qui a casa con noi, perché sapevamo che era in una fase terminale – prosegue la moglie –. Ma pensavamo e speravamo almeno di poter trascorrere il Natale insieme».

Atos Cattini lascia nel dolore, oltre alla moglie, le figlie Sara e Silvia, adulte e sposate. Da ieri (e nella giornata odierna) la camera ardente è allestita all’obitorio del cimitero di Coviolo, dove si sono recati tanti ex colleghi per manifestare il loro affetto. Domani il funerale, sempre a Coviolo, alle ore 9 partendo dalle camere ardenti per l’ara crematoria.

Ambra Prati

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google