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Un altro ricorso della ditta Valli blocca la bonifica dei gessi

Elisa Pederzoli
Un altro ricorso della ditta Valli blocca la bonifica dei gessi

Il sindaco Ferrari: «Preoccupati anche perché incombe la prescrizione sul processo penale»

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Elisa Pederzoli

FABBRICO. Sono passati oltre 4 anni dal sequestro dei capannoni di via Righetta dove, in seguito a un’indagine dei carabinieri forestali, sono state trovate 15mila tonnellate di gessi di defecazione contaminati. Ma l’opera di bonifica prescritta da Arpae sembra sempre più un miraggio: la Valli, azienda bresciana che quei fertilizzanti li produce, ha fatto un nuovo ricorso al Tar.

Un colpo di scena, se si considera che sul tema i pronunciamenti da parte dei giudici amministrativi sono stati diversi eppure tutti univoci nello stabilire che tocca proprio all’azienda che in quei capannoni nel 2017 ha stipato quel materiale risultato contaminato da idrocarburi provvedere.

L’ultimo pronunciamento infatti è quello del Consiglio di Stato risalente al dicembre di un anno fa, che ha respinto l’azione legale della società Valli con la quale si chiedeva l’annullamento dell’ordinanza di bonifica, emessa da Arpae. Sembrava tutto chiaro, almeno su questo fronte. Dopo che i ritardi nell’esecuzione della bonifica sono costati alla Valli anche una denuncia penale per mancata bonifica e inosservanza del provvedimento emesso dall’Autorità.

Ora, però, c’è un nuovo ricorso contro Arpae e contro la società San Bernardino, che di quei capannoni è proprietaria. Dunque, se è vero come è stato più volte riscontrato che c’è contaminazione da idrocarburi, la Valli ritiene che non competi a lei provvedere, ma semmai ad altri per eventi precedenti la responsabilità. Ha dunque nuovamente chiesto la sospensiva; il pronunciamento è atteso per metà gennaio.

Non nasconde la preoccupazione il sindaco di Fabbrico, Roberto Ferrari: il Comune in questa vicenda si è costituito parte civile, nel processo penale a carico del legale rappresentante della Valli.«È un problema che abbiamo “in casa”, è una sofferenza diretta sul nostre territorio: portare a termine la bonifica è doveroso» confida. Ma la sua preoccupazione è rivolta anche al processo penale. «Non vorremmo che arrivasse prima la prescrizione – ammette il sindaco – deve esserci un giudizio, ce lo meritiamo. Che ci sia un giudizio, che si dica come sono andate le cose. Ma se si arriva alla prescrizione sarebbe la più grossa offesa». La prescrizione scatterà nell’agosto del 2023. Non c’è davvero più molto tempo per tutti i gradi di giudizio.

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