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Bellini, don Ercole e l’ombra di Gladio nel processo sulla strage di Bologna

Bellini, don Ercole e l’ombra di Gladio nel processo sulla strage di Bologna

Lo scrittore e giornalista reggiano, Giovanni Vignali, ascoltato come testimone nel processo mandanti del 2 agosto 

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REGGIO EMILIA. Il ruolo dell’ex ispettore della Mobile di Reggio, Rolando Balugani. E poi quello dell’ex ispettore Giuseppe Procaccia. E ancora: don Ercole Artoni, scomparso nel gennaio scorso, prete “scomodo” e fondatore nel 1977 del Centro sociale Papa Giovanni XXIII, che finì anche 29 giorni in carcere a Parma per i suoi rapporti con Bellini, accusato di favoreggiamento per la latitanza brasiliana della Primula Nera con le generalità di Roberto Da Silva, al pari di don Lorenzo Braglia, prima che entrambi venissero scagionati.

Sono alcuni argomenti oggetto della deposizione del giornalista e scrittore reggiano Giovanni Vignali, ascoltato ieri nelle vesti di testimone nel processo mandanti della strage di Bologna, dove è imputato la Primula nera reggiana ed ex Avanguardia Nazionale, Paolo Bellini, considerato dalla Procura Generale il quinto uomo che partecipò all’attentato del 2 agosto 1980 in stazione, provocando 85 morti e oltre 200 feriti.

Alla figura di Bellini – che si è sempre proclamato estraneo all’attentato – Vignali ha dedicato nel corso della sua carriera due libri: “La primula nera” (edizioni Aliberti 2009) e “L’uomo nero e le stragi. Dall’eccidio di Bologna alla Trattativa con la mafia. Il mistero del neofascista Paolo Bellini”, edito da Paper First e sbarcato nei mesi scorsi nelle edicole e nelle librerie.

Vignali è stato interrogato soprattutto dal presidente della Corte, Francesco Maria Caruso, interessato attraverso quanto scritto nell’ultimo libro – entrato ieri ufficialmente nel fascicolo del processo – a ripercorrere le tappe principali della carriera di Bellini, cercando di mettere a fuoco i personaggi incrociati dalla Primula Nera. In particolare, Caruso ha cercato di capire quali fossero le fonti attraverso le quali Vignali ha scritto i suoi volumi, chiedendo al teste se oltre documenti giudiziari o giornalistici ci fossero anche fonti privilegiate.

Fra le figure che hanno destato maggiore interesse da parte della Corte, soprattutto quella di don Ercole, sulla quale è stato chiesto se avesse o meno rapporti con i servizi segreti. Vignali ha ricordato che fu don Ercole a mettere in contatto il padre di Bellini, Aldo, e l’ex procuratore di Bologna, Ugo Sisti, soffermandosi sul rapporto fra il prete reggiano e Gladio, che lo stesso sacerdote aveva affrontato nel volume edito nel 2010 per i suoi 80 anni. Nel libro don Ercole raccontò di aver frequentato nel 1959 un corso sul marxismo in una villa di Gesuiti a Grottaferrata e, solo più tardi, apprese che il corso era stato organizzato da Gladio, ovvero l’organizzazione paramilitare italiana, la cui esistenza fu sospettata sin dal 1984 e che fu poi riconosciuta come “struttura di informazione, risposta e salvaguardia” dall’allora presidente del Consiglio, Giulio Andreotti.

Secondo il racconto di don Ercole, ogni mese i partecipanti del corso erano obbligati a scrivere una relazione sulle attività del Pci (partito con cui il sacerdote venne eletto consigliere in Sala Tricolore), della diocesi e delle cooperative. Ma lo scrittore reggiano non è stato l’unico teste dell’udienza di ieri. Nella mattinata sono stati infatti affrontati i rapporti tra l’imprenditore romano legato all’estrema destra Gennaro Mokbel e gli ex Nar Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, entrambi condannati in via definitiva per la strage in stazione. A parlarne è stato l’ufficiale del Ros, Francesco De Lellis, nel 2006, nell’inchiesta Telecom Sparkle-Fastweb relativa a un maxiriciclaggio di due miliardi di euro. Durante l’inchiesta fu realizzata un’intercettazione, finita nel maggio del 2008 in una relazione ai magistrati, in cui Mokbel affermava, parlando con l’esponente della criminalità organizzata romana Carmine Fasciani, di aver pagato per far uscire dal carcere Mambro e Fioravanti (il quale, però, ha sempre smentito).

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