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«Feste di Natale in zona biancaforse “in giallo” a Capodanno»

Giovanni Balugani

Lo dichiara il presidente della Regione Stefano Bonaccini alla luce dei dati sui contagi La differenza: mascherine anche all’aperto e 4 per tavolo

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REGGIO EMILIA. «Sarà un Natale in “zona bianca” per l’Emilia Romagna». Lo confermano i dati e lo ha confermato ieri il presidente Stefano Bonaccini.

L’incredibile ondata di contagi che sta colpendo l’Italia e la regione preoccupa, ma viene attutita dai vaccini. Basta scorrere la voce dei ricoveri per capire quanto la profilassi sia una rete di salvataggio fondamentale per gli ospedali e, di conseguenza, per la socialità e l’economia del Paese.

Ciononostante da lunedì 27 si potrebbe passare in “zona gialla”, un accorgimento che, a conti fatti, impone l’uso delle mascherine all’aperto e una diversa organizzazione all’interno dei ristoranti, con tavolate che non possono superare le quattro unità (non conviventi). Un sacrificio “leggero”, per così dire, poiché gli spostamenti restano illimitati, così come quasi tutti gli altri aspetti del quotidiano. Sicuramente “leggero” se si pensa alla situazione (in ospedale e fuori) di un anno fa.

Per Capodanno, invece, l’Emilia Romagna potrebbe andare in “zona gialla”.

Sono tre i criteri che la impongono: l’incidenza dei nuovi contagi settimanali superiore a 50 casi per 100mila abitanti, la percentuale di posti occupati in area medica maggiore del 15% dei posti disponibili; la percentuale di posti occupati in terapia intensiva pari al 10% dei posti disponibili.

L’incidenza al momento è a 228, l’occupazione dei posti di intensiva all’11% mentre regge ancora l’area medica: siamo all’11%. Se anche quest’ultimo fattore dovesse salire sopra 15 allora scatterebbe la zona gialla.

Quello che preoccupa particolarmente la Regione in questo momento è la capacità di tracciare i contagi, cioè riuscire, una volta individuato un caso, a ricostruire i contatti stretti e quindi mettere in quarantena tutte le persone potenzialmente contagiate.

Un lavoro immane che le aziende sanitarie faticano a reggere. Per questo la Regione ha inoltrato una richiesta al generale Figliuolo al fine di ottenere la disponibilità di 120 unità di personale militare in ausilio, per tracciamento e vaccinazioni.

«Per ora – dice la Regione – la disponibilità confermata dalla struttura guidata dal commissario Figliuolo è per due unità destinate alla Ausl Romagna, tre a Imola e tre a Bologna».

La Regione ribadisce che «dai primi di gennaio sarà rafforzata, per quanto necessario, la rete dei sanitari che, nell’ambito delle azioni di contrasto alla pandemia da Covid, saranno impegnati a seguire la catena dei possibili contagi».



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