La Graniti Fiandre chiude lo stabilimento Sciopero immediato
La comunicazione ai 64 dipendenti è stata data mercoledì Filtcem Cgil: «L’azienda ha disatteso i precedenti accordi»
VIANO. Chiude definitivamente la sede di Viano della Graniti Fiandre, l’enorme stabilimento ex Iris all’altezza dell’incrocio della Gargola lungo la fondovalle Tresinaro, dove sono impiegati 54 dipendenti a tempo indeterminato e dieci persone con contratto di somministrazione.
Da tempo giravano voci sull’interruzione del lavoro a Viano, con trasferimento della produzione e degli addetti nelle altre sedi reggiane e modenesi del gruppo Graniti Fiandre, uno dei grandi colossi mondiali del settore ceramico.
la comunicazione
Il termine temporale pareva però rivolto alla primavera 2022. Invece, pochi giorni fa, mercoledì 15 dicembre, la proprietà ha comunicato ai lavoratori la volontà di interrompere l’attività dalla vigilia di Natale, venerdì 24 dicembre, e di procedere poi con la riorganizzazione negli altri complessi presenti fra Castellarano e Sassuolo.
la sorpresa
Una novità che disattende quando affermato poco tempo prima dall’azienda, fanno sapere le maestranze vianese assieme ai delegati sindacali della Rsu e alla Filctem, la sigla ceramica della Cgil di Reggio Emilia: «L’azienda nei mesi scorsi ha sempre rassicurato le maestranze sulla continuità e la certezza di un programma di produzione che garantisse fino al mese di aprile 2022 la piena attività lavorativa per poi disattendere quanto dichiarato con la comunicazione ufficiale di cessare definitivamente l’attività inviata il 15 dicembre», sostengono.
Per donne e uomini in gran parte residenti nella montagna e nella collina reggiana, per cui Viano era una soluzione relativamente agevole, si tratta di un cambiamento non da poco, giunto senza preavviso, che comporterebbe quantomeno viaggi molto più lungo verso il cuore del distretto ceramico.
sciopero immediato
Venerdì i lavoratori si sono ritrovati in assemblea assieme ai sindacati e hanno indetto lo stato di agitazione e lo sciopero immediato, a partire dalla giornata di ieri.
Domani mattina, dalle 10 alle 12, ci sarà poi un presidio pubblico davanti all’ingresso aziendale alla Gargola, a pochi chilometri dall’abitato di Viano.
colpo al territorio
Le preoccupazioni per il futuro sono tante, la ridistribuzione del personale verso altri stabilimenti non lascia tranquilli, anche per la forte accelerazione, e nessuna opzione è esclusa: «Le maestranze rivendicano un accordo collettivo che garantisca a tutti loro, la continuità occupazionale, attraverso la ricollocazione negli altri stabilimenti del gruppo con il mantenimento delle attuali condizioni contrattuali, non escludendo diversamente altre forme di protesta ivi compresa l’occupazione della fabbrica», è l’annuncio.
E la chiusura, immediata o rinviata, è vista come un altro colpo per la montagna: è «una scelta, quella del gruppo Graniti Fiandre, che in ogni caso comporterà un ulteriore svuotamento e impoverimento del tessuto economico sociale di un territorio e di una comunità destinata ad essere sempre più fragile».
Adriano Arati
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