Lotta al bracconaggio e recupero delle cave
Serviranno come oasi ambientali e serbatoi di energia pulita Due nuovi video dell’Autorità del Po per conoscere il territorio
Boretto. Sensibilizzare e diffondere azioni legate alle politiche di indirizzo messe in campo per migliorare il contesto ambientale in cui l’ente svolge la sua funzione di pianificazione in materia di governo dell’acqua.
Questo l’obiettivo dei due video informativi realizzati dall’Autorità distrettuale del fiume Po, ideati dal responsabile della comunicazione e delle relazioni istituzionali del distretto, Andrea Gavazzoli, sui temi, rispettivamente, del bracconaggio e sulle idee di utilizzo per le cave dismesse.
Quello del bracconaggio è un fenomeno diventato purtroppo strutturale negli ultimi anni. Una dinamica che ha colpito, in frangenti diversi, i vari tratti del Po che, via via, sono stati presi di mira dai bande di predoni provenienti soprattutto dall’Est Europa, in particolare ungheresi e rumeni.
Si tratta di veri e propri “commando” che operano utilizzando metodi vietati (elettrostorditore, forconi agricoli, reti e altro ancora) e razziano i motori delle barche ormeggiate nei vari pontili. Anche la provincia di Reggio Emilia è stata chiamata, negli anni scorsi, a fronteggiare questa piaga che ha arrecato infiniti disagi ai pescatori “regolari”, ormai esasperati.
Le conseguenze erano pesanti anche dal punto di vista sanitario, perché questi predoni rivendevano poi in patria il pesce pescato nel Po, senza alcun tipo di controllo. Da qualche anno, sul tratto reggiano del Grande Fiume e anche su quello mantovano pare essere ritornata la “calma”, anche se è stata registrata la presenza di qualche “cane sciolto” che ha continuato ad agire in solitudine.
Su questa tematica, l’Autorità sta svolgendo un’azione di prevenzione di concerto con le Regioni del distretto e le prefetture, e sta favorendo normative comuni e regolamenti di pesca omogenei grazie all’attività della Consulta della pesca, per cercare di arginare e contrastare il grave fenomeno e, al contempo, perseguire quelle organizzazioni che commettono reati ai danni dell’ambiente e della fauna ittica autoctona.
Il video realizzato grazie alle riprese e al montaggio del filmaker Marco Epifani e con il contributo di istituzioni e forze dell’ordine mostra come oggi, dopo un inevitabile periodo di stop a causa della pandemia, gli enti amministrativi stiano cercando di mettere basi solide per intervenire sul bracconaggio e armonizzare le normative a difesa e tutela della pesca corretta.
«Il secondo video – evidenzia il giornalista Andrea Gavazzoli – ci offre una panoramica su una sfida in grado di migliorare l’ambiente del fiume Po e, di conseguenza, anche ciò che gli sta attorno. Il filmato è un focus su come utilizzare le numerose ex cave come possibili fonti di energia pulita grazie all’impiego del fotovoltaico galleggiante in quelle che potrebbero diventare vere e proprie oasi ambientali, anche grazie al progetto di rinaturazione. Rappresenta un’opportunità storica da cogliere in modo unitario in cui la tecnologia e la sostenibilità trovano identità comune nell’utilizzo di energia pulita».
I due video sono visibili sul portale dell’Autorità distrettuale del fiume Po, oltre che sul canale Youtube dell’ente.
A.V.
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