Tartufo, cerca e cavatura nel patrimonio Unesco
Toano. Per l’Appennino è una notizia estremamente positiva, che ha suscitato grande emozione e soddisfazione: la tradizionale pratica della “Cerca e cavatura del tartufo in Italia” è stata inserita nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità Unesco. Tutto ciò è stato ufficializzato giovedì a Roma, al ministero della Cultura, in videoconferenza con l’Unesco di Parigi, alla presenza della sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, del presidente dell’Associazione nazionale Città del tartufo, Michele Boscagli, e del presidente nazionale della Federazione cercatori di tartufi, Fabio Cerretano. A Roma ha partecipato all’evento anche Lino Costi, toanese, presidente dell’Associazione tartufai reggiani e coordinatore delle associazioni tartufai dell’Emilia Romagna, che rimarca l’importanza del riconoscimento e anche le ricadute per l’Appennino reggiano. Soddisfatto il sindaco di Toano, Vincenzo Volpi: «C’è grande orgoglio nell’apprendere questa importantissima notizia: l’attività di ricerca dei tartufi è una tradizione radicata nel nostro territorio, dove ha numerosi appassionati. Un’attività che valorizza il nostro ambiente, ma anche la nostra gastronomia tipica. Da anni la Fiera del Tartufo di Cavola rappresenta un appuntamento molto partecipato, anche oltre i confini provinciali, a dimostrazione di come questa attività possa avere anche un richiamo turistico importante. Ringrazio Lino per il suo impegno costante».
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