Via Gozzano insorge «Sindaco vieni qui»
Ieri mattina il presidio contro l’installazione dell’antenna I cittadini: «Non ci arrendiamo, pronti a ricorrere al Tar»
REGGIO EMILIA. “Posizione migliorativa? Vergogna”, “Sindaco sei con noi o con Wind?”, “Sindaco, devi dire di no all’antenna a tutela tutti”.
Continua la protesta dei residenti contro l’installazione dell’antenna telefonica tra via Martiri della Bettola e la parallela di via Gozzano. Ieri mattina, alle 10.30, si è tenuto il presidio organizzato dai cittadini che rabbiosamente chiedono all’amministrazione comunale un ripensamento sull’ubicazione dell’antenna. Dopo il silenzio (comunque attivo e laborioso) delle ultime settimane, una trentina di residenti hanno manifestato nonostante il freddo e l’assenza di alcuni di loro dettata, per lo più, da malanni. L’antenna, a detta dell’architetto Paola Loi, uno degli organizzatori del presidio, sarebbe collocata in un luogo inidoneo: «Siamo increduli che il Comune voglia collocarla in questa posizione, che è contraria al piano urbanistico». La presenza nelle vicinanze di siti sensibili, quali l’asilo nido Genoeffa Cervi, e svariate decine di villette a schiera e abitazioni, tra cui la settecentesca villa (con alberature storiche tra cui una quercia del 1720) che si ritroverebbe proprio a pochi passi dall’antenna, per il comitato rende il luogo assolutamente inadatto per una struttura «che non solo emana radiazioni fortemente nocive per l’uomo e l’ambiente ma danneggerebbe anche l’estetica e l’urbanistica della zona». Il progetto del Comune, afferma con forza Loi, «ignora totalmente questi elementi. Nessuno di noi ha davvero capito la motivazione per cui l’antenna non si possa costruire qui e non lì (intendendo via Portella delle Ginestre, ndr)», asserisce Loi, sottolineando come la nuova collocazione sia in realtà una scelta peggiorativa rispetto a quella precedente. Quando era stato comunicato che l’antenna sarebbe sorta in via Portella delle Ginestre anche i residenti di via Gozzano si erano mobilitati per evitare quell’installazione, ma poi la decisione del sindaco li ha sprofondati in una voragine di rabbia e paura. Le «motivazioni politiche» addotte dall’amministrazione per giustificare la nuova scelta sono poco chiare ai cittadini, che puntano il dito contro la poca trasparenza e lo scarso ascolto che hanno ricevuto. «Nessuno di noi ha capito perché l’antenna sia passata da là, dove tra l’altro era già stato realizzato il basamento di cemento, con conseguente spesa, a qui – spiegano animatamente i residenti –. L’assessore Carlotta Bonvicini e il sindaco Luca Vecchi, con cui ancora non siamo riusciti a parlare perché sempre “impegnato”, hanno solo detto che si tratta di “motivazioni politiche”, ma cosa significa?».
Il confronto avviato negli scorsi mesi con l’assessore Bonvicini non è servito a chiarire la situazione. Il comitato attende risposte e annuncia che la battaglia proseguirà nelle apposite sedi: «Abbiamo raccolto quasi novecento firme e più di ottomila euro, andremo fino in fondo» afferma Anna Paola Ferrari, prospettando il ricorso al Tar, qualora il dialogo con le istituzioni si riveli nuovamente infruttuoso.
«Noi ci stiamo chiedendo se il sindaco conosca o meno la sua città – concludono i cittadini – perché questa posizione è assolutamente peggiorativa rispetto alle altre prese in considerazione in precedenza. È il peggio che si potesse scegliere, non solo per noi ma per la città intera. Vorremmo che Vecchi venisse qui a vedere, e dicesse davanti a tutti che questa è la posizione ideale per l’antenna».
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