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Nei nidi e nelle materne 36 bimbi in quarantena «Il virus morde ancora»

Leonardo Grilli
Nei nidi e nelle materne 36 bimbi in quarantena «Il virus morde ancora»

Attualmente sono due le segnalazioni di positività nelle strutture del capoluogo Rinaldi: «Situazione sotto controllo ma le famiglie non abbassino la guardia»

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Leonardo Grilli

reggio emilia. Due casi di positività segnalati per un totale di 36 bambini in quarantena preventiva. Questa la fotografia aggiornata della situazione all’interno delle strutture gestite dall’Istituzione scuole e nidi d’infanzia di Reggio Emilia.

Numeri fortunatamente non elevatissimi, se si considera che sono 1.660 i bambini da 3 a 6 anni e 735 quelli da 0 a 3 iscritti quest’anno scolastico, ma che non devono comunque far abbassare la guardia. «Al momento la situazione è sotto controllo – spiega Nando Rinaldi, direttore dell’Istituzione – ma sono evidenti i segnali di recrudescenza del Covid. Al momento tutto regge ma abbiamo bisogno di non abbassare la guardia, le istituzioni scolastiche stanno facendo il possibile per mantenere le procedure di sicurezza ma anche dopo la scuola è fondamentale mantenere alta attenzione alta rispettando il patto di cittadinanza che le famiglie hanno sottoscritto con noi. Il virus non finisce nelle classi ma si trova anche a casa e nelle situazioni informali di tutti i giorni». Tornando ai dati, i 36 bambini in quarantena sono suddivisi fra una sezione di nido (dieci in totale) e una scuola dell’infanzia (gli altri 26).

Dall’inizio di questo anno scolastico, invece, sono in totale dieci le sezioni che sono state confinate in quarantena a causa di una positività. «In otto casi – prosegue Rinaldi – il provvedimento di confinamento dell’Ausl è scaturito dal contagio di un bambino e solo in due episodi il paziente zero era un membro del personale scolastico. Un cambiamento radicale rispetto al passato, quando la maggioranza dei positivi riscontrati nelle nostre strutture erano adulti».

Merito senz’altro del vaccino che tra l’altro, dal 15 dicembre, è diventato obbligatorio per poter lavorare nelle sezioni: «Da quando è diventato necessario possedere il super green pass (quindi da cinque giorni, ndr) abbiamo emesso sei provvedimenti di messa in mora su un totale di 400 lavoratori, una percentuale molto bassa. A queste sei figure è arrivata la nostra comunicazione di adempimento all’obbligo vaccinale entro cinque giorni. Quattro di loro hanno risposto positivamente».

Gli altri due dipendenti invece, se oggi presenteranno un certificato medico di esonero, la prenotazione del vaccino o il certificato vaccinale «dovranno essere sospesi. Manterranno il posto di lavoro ma non percepiranno lo stipendio e dovremo necessariamente sostituirli». Segnali confortanti arrivano anche dai risultati dei tamponi di controllo eseguiti durante il tracciamento dell’Ausl: «Quest’anno solo in un episodio – spiega infatti il direttore dell’Istituzione – sono stati trovati altri due positivi oltre al paziente zero. Tutti gli altri tamponi effettuati durante le quarantene sono poi risultati negativi, sia fra gli adulti che tra i bambini. Le nostre procedure sono molto scrupolose fra sanificazione, attività svolte il più possibile all’esterno, areazione dei locali ogni ora durante la giornata e uscite scaglionate. Questa attenzione sicuramente sta pagando». L’unica nota dolente riguarda la procedura di tracciamento che nelle ultime settimane, a causa dell’aumento esponenziale dei contagi anche fra alunni e studenti, è particolarmente sotto stress.

Con conseguenze a cascata sulla rapidità nel comunicare i provvedimenti di quarantena e programmare i conseguenti tamponi di controllo: «I nuovi positivi giornalieri stanno superando quelli che registravamo l’anno scorso – conclude Rinaldi – e questo sta mettendo a dura prova il tracciamento. Invito le famiglie a capire tutto questo e ad avere pazienza, è un momento di grande sforzo e sacrificio per il team scuola dell’Ausl. Ed è un bene che il Governo abbia confermato il congedo parentale per aiutare i genitori che devono stare a casa quando i figli entrano sotto quarantena».

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