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la reazione del sindacato 

La rabbia della Cgil «La scuola è di tutti non solo dei vaccinati»

La rabbia della Cgil «La scuola è di tutti non solo dei vaccinati»

Il sindacato si oppone alla proposta di diversi sindaci, tra cui Luca Vecchi «Il diritto all’istruzione va garantito a tutti, basta con queste discriminazioni»

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REGGIO EMILIA. «Il diritto all’istruzione è un diritto costituzionale che deve essere garantito a tutti». La Cgil non fa giri di parole e prende le distanze dalla proposta di introdurre il green pass obbligatorio per gli studenti per salvare al didattica in presenza. L’appello è stato inviato sotto forma di lettera al Governo da moltissimi sindaci italiani fra i quali anche quello reggiano, Luca Vecchi. Una posizione ribadita alla Gazzetta anche dall’assessore a Educazione, conoscenza, città universitaria e sport, Raffaella Curioni: «Le scuole per noi sono una priorità, devono restare aperte e in sicurezza. L’aumento significativo delle positività nelle scuole e la difficoltà nei tracciamenti ci sta seriamente preoccupando e ci consegna la necessità di riflessioni attente e responsabili. Sappiamo che purtroppo la pandemia non è ancora finita e che serve non abbassare l’attenzione sulle misure necessarie a contrastarla». La comunità scolastica reggiana ha saputo attrezzarsi con consapevolezza e responsabilità in tutti i difficilissimi momenti attraversati in questi mesi ma, prosegue l’assessore, «va supportata e non lasciata sola. Per questo crediamo sia necessario assumere misure ulteriori di protezione nelle scuole come il green pass obbligatorio per gli studenti, l’aumento delle risorse dedicate a personale Covid, insegnanti e collaboratori, per tutto l’anno scolastico, senza dimenticare l’attenzione ai distanziamenti negli spazi scolastici (che deve continuare a essere priorità) insieme alla riorganizzazione dei trasporti con controlli quotidiani per evitare assembramenti e contagi».

«Stupisce la leggerezza con la quale si interviene su un diritto costituzionale, il diritto all’istruzione, che dovrebbe essere garantito a tutte e a tutti», rispondono Luigi Giove (segretario generale Cgil Emilia-Romagna), Maurizio Lunghi (segretario generale Camera del Lavoro Metropolitana Bologna), Daniele Dieci (segretario generale Camera del Lavoro Modena), Cristian Sesena (segretario generale Camera del Lavoro Reggio Emilia). Di fatto, continuano, «un minorenne si troverebbe a subire una scelta presa dai propri genitori e, qualora questi decidessero di non vaccinarlo, sarebbe estromesso dalle lezioni in presenza e “confinato” in didattica a distanza».

La didattica a distanza, argomentano i sindacalisti, ha ampiamente dimostrato tutti i suoi limiti: «Lascia indietro i più deboli, penalizza i non madrelingua, favorisce l’abbandono scolastico, discrimina sulla base del censo. Ciò nonostante, la si propone come elemento strutturale. In pratica questi amministratori propongono di rendere “normale” la discriminazione, l’emarginazione, la ghettizzazione. Si sceglie come al solito la via più facile anziché intervenire sulle condizioni strutturali delle nostre scuole, ossia investire in edilizia scolastica, ridurre il numero di alunni per classe, assumere il personale necessario e potenziare il trasporto pubblico».

E sottolineano: «Se è vero che non si è in grado di garantire il tracciamento dei contagi, ciò dipende sicuramente dal netto incremento dei casi, ma facciamo presente che a causa della mancata copertura delle spese straordinarie Covid, già oggi in questa regione è in atto il blocco del turnover in sanità. Quindi meno personale a disposizione per fare tamponi e vaccini. Non sarebbe più opportuno ed efficace chiedere le risorse necessarie a sostenere adeguatamente la sanità pubblica, piuttosto che invocare la didattica a distanza?», si chiedono.

«Noi riteniamo inaccettabile la lesione di fondamentali diritti costituzionali – concludono – per questo rivendichiamo un intervento concertato tra Comuni, Provincia e Regione per trovare rapidamente le risposte necessarie, evitando di fare mera propaganda scegliendo pericolose scorciatoie che si sono già dimostrate inefficaci e dannose».

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