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Morto un 90enne, 247 nuovi contagi Anche un bimbo ricoverato in ospedale

Morto un 90enne, 247 nuovi contagi Anche un bimbo ricoverato in ospedale

Si trova in pediatria, è stabile. Altri cinque positivi ricoverati, nessuno in terapia intensiva. In isolamento 3.888 reggiani

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REGGIO EMILIA. Due neonati positivi al Covid sono stati portati all’ospedale Santa Maria Nuova. Si tratta di una bimba di dieci mesi, giunta al pronto soccorso con febbre alta e difficoltà respiratorie, e un bimbo ancora più piccolo, di cinque mesi appena, che manifestava gli stessi sintomi. La piccola, che si è contagiata in famiglia in quanto anche la mamma positiva al Covid, è stata dimessa dopo essere stata trattenuta in osservazione per alcune ore. Il bambino, invece, è stato sottoposto a una specifica terapia. Ora si trova nel reparto di pediatria in condizioni stabili.

È l’unico paziente in età pediatrica attualmente ricoverato all’ospedale di Reggio. Aumenta, invece, il numero di ricoverati tra gli adulti: ieri sono state cinque le persone positive condotte al Santa Maria Nuova (il totale sale così a quota 106). Purtroppo cresce l’elenco dei decessi causati dall’infezione (1.350 dall’inizio della pandemia): a Correggio è morto un uomo di 90 anni. Per fortuna non si è registrato alcun nuovo ingresso in terapia intensiva, dove i pazienti, dopo alcuni trasferimenti dei giorni scorsi nell’azienda sanitaria di Piacenza, restano 11. I nuovi contagiati sono 247, di cui 147 sintomatici. Di questi, 80 sono riconducibili a focolai già noti, mentre 167 sono classificati come “sporadici”. In isolamento domiciliare si trovano 3.888 reggiani.

Numeri alti, che impongono una riflessione. Innanzitutto l’andamento dei contagi (domenica si è registrato un picco con 420 positivi) deve necessariamente essere accompagnato da una maggiore prudenza. Anche a Natale, anche a Capodanno. Anche se è da due anni che – come ribadisce da tempo il personale sanitario – si è costretti a rinunciare a cose che prima sembravano scontate e necessarie. Vaccinati e non vaccinati possono positivizzarsi e ammalarsi – questo continuano a ripetere i medici – e contagiare. Nessuno può considerarsi fuori pericolo (dal punto di vista del contagio) e dunque: mascherina, distanziamento, igiene delle mani. Poi occorre ripensare allo scorso anno, quando le scuole erano chiuse, le attività lo erano in larga parte e le poche aperte lo erano con pesanti restrizioni. Bisogna ripensare all’ospedale da campo che si era pensato di allestire in città, e agli ospedali pieni. Anche adesso la terapia intensiva di Reggio è piena, ma perché l’Ausl ha deciso di mettere un tetto alla capienza Covid: significa che i posti in Rianimazione per pazienti positivi sono 11 e solo quelli. Tutti comunque verranno curati, grazie ai trasferimenti in altre aziende sanitarie, come quella di Piacenza e Modena. Il resto dei posti letto (15, se si tiene conto dei 26 messi a disposizione in toto lo scorso anno) restano per i pazienti non Covid: chiunque abbia bisogno, cioè, per incidenti, traumi, altre malattie. Mentre il virus continua a mutare (al momento nessun caso Omicron è stato registrato nella nostra provincia) c’è una cosa certa: la campagna vaccinale permette, oggi, di parlare di “corsa dei contagi” ma non di ospedale da campo. Il motivo, lo dicono sempre i medici, e supportati dai dati, è che per i non vaccinati il rischio di infettarsi è 2,8 volte maggiore rispetto ai vaccinati; 4,5 volte maggiore di essere ricoverati in ospedale e 10,9 volte maggiore di ricovero in terapia intensiva. E non è poco.

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