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Il gruppo reggiano Speroni in mano al patron Brenno

Enrico Lorenzo Tidona
Il gruppo reggiano Speroni in mano al patron Brenno

Siglato l’accordo con gli eredi del compianto fratello Eros scomparso nel 2020 Acquisite tutte le quote delle otto società con fatturato aggregato per 65 milioni

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Castelnovo Sotto. Dopo oltre settant’anni di storia, il gruppo Speroni ha compiuto un giro di boa a livello societario. Dal 14 dicembre scorso, infatti, tutte le numerose società appartenenti al gruppo di Castelnovo Sotto – trainato dall’omonima azienda specializzata nella produzione di elettropompe e motori elettrici – fanno capo al solo Brenno Speroni, co-fondatore dell’azienda di famiglia insieme al fratello Eros, deceduto nel febbraio 2020.

Un lutto improvviso e sofferto che ha aperto un passaggio generazionale nella famiglia di imprenditori reggiani, risolto ora con l’acquisizione, risultato di una complessa e articolata fase di negoziazione, durata diversi mesi, volta a trovare un punto di equilibrio fra gli interessi della famiglia di Brenno Speroni e quelli delle eredi Rita ed Elena, figlie del suo compianto fratello, capace di assicurare una uniformità di vedute strategiche nella gestione delle varie aziende appartenenti al gruppo e, così, prevenire eventuali situazioni di impasse nella conduzione e nel funzionamento delle singole imprese collettive e dello stesso agglomerato di aziende. Situazioni che, come l’esperienza insegna, è dato riscontrare con una certa frequenza laddove si verifichino improvvisi ed imprevisti mutamenti nell’azionariato e nel governo societario.

Parliamo di un gruppo variegato di aziende con un fatturato aggregato di 65 milioni di euro che comprende 195 dipendenti suddivisi tra la capogruppo Speroni spa (135 dipendenti e 50 milioni di ricavi effettuati esportando pompe in 110 paesi nel mondo) e le altre controllate Cospet (che fattura 6 milioni), le società grafiche e della stampa Bertani (3 milioni), Artigrafiche De Pietri (2,5 milioni), Recos (900mila euro), Quantik Recos (200mila euro) e le altre controllate Fineuro (1 milione), Airmec (1,6 milioni).

Nel corso della negoziazione si sono confrontati Brenno Speroni e i figli, unitamente al genero Gianluca Conti, da una parte, e le eredi di. Eros Speroni, Rita ed Elena, dall’altra. I primi sono stati assistiti dallo Studio legale Sutich-Barbieri-Sutich con gli avvocati Giorgio Barbieri, Alessandro Nironi Ferraroni e Mario Varchetta, mentre le eredi sono state assistite dallo Studio Rtz con Mirco Zucca e Lorenzo Rutigliano, coadiuvati, per la parte contrattuale, dalla società tra avvocati Nobili-Rtz Legal tramite l’avvocato Matteo Nobili.

L’operazione, di strategica importanza per il gruppo Speroni – sostenitore tra gli altri della Pallacanestro Reggiana – ha peraltro consentito di rafforzare ulteriormente le già solide prospettive di continuità dello stesso, traguardandosi, attraverso i figli di Brenno Speroni, l’orizzonte del futuro passaggio generazionale. Una prospettiva che lancia verso il futuro una storia industriale all’insegna della costante espansione soprattutto nel settore delle elettropompe, partita nel 1947 da Castelnovo di Sotto, grazie all’intuito del fondatore Giuseppe Speroni. In un’epoca in cui l’economia era prevalentemente rurale, egli intuì l’importanza delle applicazioni meccaniche al servizio del mondo agricolo, e mettendo a frutto le sue capacità imprenditoriali sfruttò appieno le grandi opportunità di crescita del dopoguerra. I continui investimenti in personale ed attrezzature fecero rapidamente entrare l’azienda in un mercato in forte espansione, fino al consolidamento odierno.

Enrico Lorenzo Tidona

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