«Preoccupa la devianza minorile ma stiamo lavorando di squadra»
Giuseppe Ferrari in Gazzetta: «Con lo stesso “schema di gioco” abbiamo liberato le ex Reggiane»
Giuseppe Galli
REGGIO EMILIA. È soddisfatto di come istituzioni, mondo della scuola e i suoi investigatori abbiano reagito ai raid incendiari davanti alla scuola Dalla Chiesa ma la giovane età dei vandali – identificati e denunciati nel giro di pochi giorni dalla polizia – preoccupa il questore di Reggio Emilia, Giuseppe Ferrari, che ieri mattina è stato ospite della nostra redazione per un incontro informale con il direttore della Gazzetta di Reggio, Giacomo Bedeschi, e un cordiale scambio di auguri con i giornalisti.
Il disagio e la devianza minorile, infatti, sono – secondo il questore – «una mia priorità, una delle situazioni più complicate della città».
Ma, sottolinea ancora Giuseppe Ferrari, «non è solo una questione di ordine pubblico e sicurezza, anzi. E la risposta, infatti, anche nel caso della scuola Dalla Chiesa, è stata collettiva. Si vede che c’è uno “schema di gioco”, un gioco di squadra che viene comunemente definito sistema-Reggio che – come dimostrato per risolvere il problema alle ex Officine Reggiane – funziona».
È di pochi giorni fa un incontro che ha visto protagonisti, oltre al prefetto, alle forze di polizia e al dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, anche i rappresentanti degli istituti scolastici, i servizi sociali del Comune e la stessa università: «Siamo tutti coinvolti, anche perché i fenomeni delle baby gang e del disagio giovanile riguarda minorenni, in taluni casi anche con meno di 14 anni e siamo tutti chiamati a fare qualcosa, che va al di là dell’ordine pubblico. Vanno aiutate le scuole e, soprattutto, vanno aiutate anche le famiglie. Il Comune di Reggio sta disponendo specifiche Unità di strada e pure noi, come questura, da mesi e mesi siamo diventati una presenza fissa nei luoghi più frequentati da questi gruppi di minorenni (come i giardini pubblici e piazza della Vittoria). Gli agenti ci sono, noi ci siamo, e i ragazzi lo sanno: conosciamo i vari gruppi e i ragazzini conoscono noi. Se hanno bisogno, se c’è un problema, sanno a chi rivolgersi, così come i poliziotti hanno punti di riferimento e sanno a chi rivolgersi nel caso in cui succeda qualcosa e si debba risalire ai responsabili. La presenza, insomma, paga ma non è stato facile: anche noi abbiamo dovuto imparare a relazionarci con ragazzini di 13 anni e, credetemi, non è così facile e scontato riuscirci».
La risposta, come detto, c’è stata, così come c’è stata, nel corso dei mesi, per risolvere l’annoso problema dell’occupazione abusiva delle ex Reggiane e della criminalità in piazzale Europa e in zona stazione: «Alla fine, con tanto lavoro e forza di volontà, ce l’abbiamo fatta. Liberare le ex Reggiane è stato un grande risultato, frutto di un lavoro di squadra, e ora i cittadini che abitano a Santa Croce, ma anche le società sportive e chi frequenta piazzale Europa, lo possono fare in sicurezza, senza i timori di prima».
Siamo alla vigilia delle festività natalizie, le seconde in epoca Covid, e le forze di polizia si sono preparate al meglio per garantire il controllo del territorio e la sicurezza dei reggiani: «Da tempo siamo impegnati ogni giorno nei controlli anti-Covid e questo, inevitabilmente, ha comportato un aumento delle presenze e della visibilità delle forze dell’ordine. C’è più polizia in giro e, di conseguenza, più vigilanza».
E i reggiani? Come rispondono ai controlli su Green pass e mascherine?
«Da reggiani... – sorride il questore –. Nel senso che i reggiani sono persone molto attente, con spiccato senso civico: rispettano le regole e, soprattutto, lo fanno con semplicità e naturalezza. La mascherina, ormai, la portano quasi tutti, e non perché ci sono i controlli. Semplicemente, perché bisogna portarla. Rispetto al numero di controlli, le violazioni sono pochissime».
E i poliziotti? Ce l’hanno tutti il Super green pass?
«Siamo nella fase dell’invito, c’è ancora il tempo per convincere tutti a vaccinarsi. La percentuale di vaccinati è comunque alta, superiore al 95% su 350 persone che lavorano in questura».
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