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l’altra indagine 

Si ipotizza la mano di baby gang dietro gli altri cassonetti bruciati

Am.P.
Si ipotizza la mano di baby gang dietro gli altri cassonetti bruciati

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reggio emilia. Potrebbe esserci la mano di una baby gang anche dietro la scia di cassonetti stradali dati alle fiamme che negli ultimi giorni ha impegnato i vigili del fuoco.

Al momento non sussistono elementi riconducibili ad una mano comune, ma non si può escludere l’ipotesi di bande di ragazzini che, secondo la moda del momento, si lanciano sfide avventate su Tik Tok, come accade in altre parti d’Italia. Gli uomini di via della Canalina sono stati allertati e pregati, se si verificheranno altri episodi, di informare immediatamente la Digos e la Squadra Mobile, che indagano sul fenomeno.

La serie di roghi dolosi che si sono susseguiti, dalla scorsa settimana, ha avuto inizio in via Adua. Sabato pomeriggio è stato avvistato il fuoco nel vano scale della sede della Cisl in via Turri. Nello stesso pomeriggio due contenitori dei rifiuti sono stati incendiati in due punti del quartiere di Santa Croce, in via Agosti e in via Divisione d’Aqui. Domenica alle 20 l’incendio ha riguardato due cassonetti posizionati davanti all’Agenzia delle Entrate in via Borsellino, di fianco al tribunale; qualche ora prima, alle 14.20, cassonetti bruciati anche in via Vezzani dietro palazzo Pratonieri, sede della Manodori. Stesso copione lunedì scorso, intorno alle 19 in via Cisalpina: nello spiazzo antistante allo store cinese qualcuno ha appiccato il fuoco ai contenitori Iren.

Am.P.

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