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VETTO 

Vinci: «Approvato dal governo l’ordine del giorno sulla diga»

Il deputato FdI «sorpreso» ma felice per l’ok al suo documento. «Un primo ma grande passo  che fa comprendere come oggi  quest’opera sia realizzabile»

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VETTO. L’onorevole Gianluca Vinci, deputato di Fratelli d’Italia, esprime grande soddisfazione – e anche una certa sorpresa – per il parere favorevole espresso dal governo su un suo ordine del giorno relativo alla diga di Vetto.

«Nella seduta odierna – si legge in una nota inviata ieri da Gianluca Vinci – nel corso della conversione in legge del decreto sul Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr) ho presentato un ordine del giorno al fine di indirizzare il governo alla realizzazione di un’opera strategica e ormai assolutamente necessaria per i territori delle province di Reggio Emilia e Parma, la diga di Vetto. Quest’opera, bloccata ormai da 40 anni, è tornata prepotentemente alla ribalta a causa della scarsa piovosità degli ultimi anni e delle sempre crescenti difficoltà d’approvvigionamento idrico, che fino a pochi anni fa riguardavano solo problematiche di tipo agricolo, ma che in un prossimo futuro potranno riguardare gli usi civili».

«Il governo, non nego la sorpresa, ha espresso parere favorevole al mio ordine del giorno – afferma il deputato di Fratelli d’Italia – che aveva come obiettivo il reperire fondi all’interno del Pnrr o fuori da esso, per la realizzazione di tale opera. Un primo ma grande passo che fa comprendere come oggi quest’opera sia realizzabile, essendo venuti finalmente meno quei “no” ideologici oppostici per anni. Il mio impegno è quello di tenere pressato il governo affinché il progetto della diga di Vetto non sia più dimenticato in un cassetto e si giunga alla sua esecuzione», conclude Gianluca Vinci.

Resta da capire a quali fondi si faccia riferimento, anche perché quelli relativi al Pnrr non possono essere utilizzati per la costruzione di un invaso come la diga di Vetto, la cui costruzione fin dall’Ottocento è ipotizzata sull’Enza. Le opere finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza devono necessariamente essere realizzate entro il 2016, mentre la costruzione di una diga richiede, come minimo, una quindicina d’anni. Insomma, le dighe non rientrano nel Pnrr, piano che finanzia solo investimenti, non progettazioni. Rientra però in Finanziaria la richiesta inoltrata – attraverso la Regione Emilia Romagna, competente in materia – dai consorzi di bonifica e basata sullo studio dell’Autorità di bacino distrettuale del Po. Richiesta di finanziamento del progetto (tre milioni e mezzo di euro) finalizzato ad avere prima possibile lo studio preliminare di fattibilità e la progettazione preliminare, ovvero l’individuazione del sito, la valutazione degli aspetti sismici e geomorfologici dell’area, eccetera. Tutti aspetti, questi, prodromici e basilari per poter arrivare al progetto vero e proprio.

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