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processo perseverance  

Dieci enti schierati contro la ’ndrangheta

Ambra Prati
Dieci enti schierati contro la ’ndrangheta

Ieri a Bologna l’udienza preliminare per 48 imputati. Si sono costituiti parti civili Comuni, Provincia e sindacati reggiani

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Ambra Prati

reggio emilia. Uno schieramento di parti civili. Dieci in totale: il Comune e la Provincia di Reggio, la Regione, il Comune di Guastalla, il Comune di Cadelbosco, la Cgil Reggio Emilia e la Cgil Emilia-Romagna, la Cisl e la Uil regionali, l’associazione Libera contro le mafie.

Si è svolta così, ieri a Bologna, l’udienza preliminare derivante dall’operazione “Perseverance”, condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Emilia su mandato della Dda. In due indagini differenti eseguite quest’anno – una in marzo nella quale si è stretto il cerchio intorno ai reggenti delle famiglie Muto e Sarcone e una a ottobre ruotante intorno alla famiglia Procopio di Gualtieri – la Direzione distrettuale antimafia ha approfondito la riorganizzazione della ’ndrangheta emiliana e di come i protagonisti abbiano resistito – in tutte le sedi immaginabili, dall’interno dei nuclei familiari fino ai rapporti di potere in carcere, dalle false testimonianze al reperimento di altri prestanome per fatture false – al dimezzamento del loro “esercito”.

Il processo, che riunisce i due filoni d’indagine, riguarda ben 48 imputati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata a una pluralità di reati (detenzione illegale di armi, intestazioni fittizie, fatture false, estorsioni e tanto altro ancora).

Nomi noti, alcuni stranoti dal maxiprocesso Aemilia del 2015 e detenuti da allora: Giuseppe Sarcone Grande, Mauro Aguzzoli, Alberto Alboresi, Jonathan Carmine Amarante, Ferdinando Rocco Amatore, Pietro Arabia, Alessandro Basoni, Angelo Caforio, Gaetano Calabretta, Stefano Carani, Giuseppe Caso, Genoveffa Colucciello, Domenico Cordua, Mauro Coriani, Francesco Curcio, Rosario Falbo, Gianni Florovito, Antonio Florovito, Giuseppe Friyio, Gennaro Fumarola, Giuseppe Giglio (collaboratore di giustizia), Giuseppe Lazzarini, Rosario Errico Lopez, Pier Roberto Manico, Cesare Muto, Salvatore Muto, Giorgio Pascucci, Domenico Pilato, Luigi Pilato, Salvatore Procopio classe 1974 e Salvatore Procopio classe 1979, Domenico Ruccelli, Salvatore Rotondo, Giuseppe Salerno, Maddalena Santoro, Nicolino Sarcone, Carmine Sarcone, Gianluigi Sarcone, Giuseppina Sarcone, Domenico Sestito, Alessandro Sicuri, Antonio Silipo, Giuseppe Silipo, Salvatore Silipo, Domenico Squillacioti, Mario Timpano, Giuseppe e Palmo Vertinelli.

Siamo in fase di udienza preliminare, che si è svolta a Bologna perché competente la Dda; solo per gli imputati che sceglieranno il processo ordinario si sposterà a Reggio, sebbene molti sceglieranno riti alternativi.

Quella di ieri è stata una udienza interlocutoria: vista la mole mastodontica di atti e il plotone di avvocati (un’ottantina), ci è voluta l’intera mattinata solo per fare l’appello e stabilire le costituzioni di parti civili. Si sono fatte avanti, al completo, le amministrazioni reggiane e i sindacati; non si sono costituiti invece i Comuni di Modena e quello di Parma, parti offese poiché tra gli imputati figurano diversi loro concittadini. Significativo il fatto che delle dodici persone fisiche nessuno sarà parte civile, secondo un copione purtroppo scontato. Concluso il capitolo parti civili le difese hanno chiesto il termine a difesa. Il gup Claudio Paris ha rinviato tutto alla prossima udienza, il 19 gennaio, quando potrebbe esserci spazio per la requisitoria del pm Beatrice Ronchi.

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