Entrano nella casa di un amico trovano la madre e la rapinano
Tre giovani hanno aggredito, gettato a terra e imbavagliato la donna poi sono fuggiti con un ricco bottino in orologi e gioielli. Ora sono a processo
reggio emilia. Doveva essere un furto in abitazione, nella casa dove risiede l’amico: ma nell’abitazione era presente la madre del giovane, che è stata aggredita, gettata a terra e imbagliata, mentre i tre malviventi svaligiavano tutti gli oggetti di valore.
Il fatto è accaduto a Rubiera il 29 gennaio scorso, ma solo in questi giorni si sono concluse le indagini: tre giovani stranieri (di 23, 21 e 20 anni, con alle spalle diverse segnalazioni alle forze dell’ordine) dovranno rispondere di rapina aggravata in concorso. L’aggravante è doppia e consiste nell’aver commesso il fatto in un luogo privato e, per due di loro, nella recidiva reiterata e specifica.
Una storia di cattive frequentazioni (il conoscente era del tutto all’oscuro di quanto pianificavano i presunti amici) e di ragazzi che hanno iniziato in giovanissima età a macchiarsi di reati.
La rapina è stata messa a segno in un’abitazione di Rubiera. Al calar del buio il trio si è introdotto in casa di “un amico” dopo aver forzato la porta finestra di un balcone: sapevano chi ci abitava e subodoravano un lauto bottino. Forse non sapevano che in casa, a quell’ora, c’era la madre del ragazzo che conoscevano: quel che è certo è che, quando sono entrati e si sono trovati davanti la signora, non hanno esitato ad aggredirla.
«Con violenza», si legge nel capo d’imputazione, l’hanno spinta facendola cadere a terra, «ponendole uno straccio sulla bocca e chiedendole dove fossero i soldi». La donna, terrorizzata dall’intrusione e ipotizzando di essere nelle mani di criminali senza scrupoli, deve aver fornito indicazioni.
Difatti il gruppo si è impossessato di diversi orologi di proprietà del marito e dei monili, tra i quali la fede nuziale della signora. La razzia ha fruttato «un orologio da uomo marca Sector, un altro orologio da uomo con filo dorato nella maglia e sulla corona marca Philip Watch, una fedina in oro bianco con rubini e diamanti, un anello in oro giallo con rubino, un paio di orecchini in oro con diamantini e un cronografo marca Casio Edifice».
Dopo aver raccolto la refurtiva i tre sono poi scappati dalla scala antincendio.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Rubiera, che hanno faticato non poco a risolvere il rebus. Solo dopo mesi i militari della stazione di Rubiera, che avevano già qualche sospetto su un colpo non proprio da professionisti, sono riusciti a risolvere il caso: i responsabili della rapina altri non erano che coetanei del figlio della parte offesa.
Le prove raccolte dai carabinieri sono state ritenute sufficienti, dal pm Giacomo Forte, per imputare i responsabili, che ora dovranno rispondere delle pesanti accuse loro contestate.
Ambra Prati
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