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la lettera del segretario Fismu 

Noi medici in trincea tra lotta al Covid e assistenza di base

Alessandro Chiari* ; *Segretario regionale Fismu
Noi medici in trincea tra lotta al Covid e assistenza di base

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l’intervento

Alessandro Chiari*

Con il manifestarsi di questa quarta ondata il carico di lavoro ambulatoriale è cresciuto a dismisura. Già dall’inizio della pandemia ci siamo ritrovati sepolti da una grande mole di compiti burocratici che non hanno fatto altro che metterci in difficoltà, lavorare in un modo che non è funzionale a quanto succede in questo momento.

Tutto diventa molto più difficile durante una pandemia, anche somministrare i vaccini antinfluenzali per una serie di precauzioni di sicurezza che vanno rispettate. In questi ultimi giorni il numero di telefonate è diventato ingestibile, anche perché tutta la filiera di diagnostica e individuazione si è molto appesantita. Molti si rivolgono a noi per risolvere problemi di altre strutture a discapito dei pazienti usuali che fanno fatica a rintracciarci.

Abbiamo anche dovuto rialzare l’asticella delle precauzioni ambulatoriali per far sì che l’ambulatorio non sia luogo di possibile contagio, rendendoci conto di essere i gestori di uno spazio pericoloso per noi e per il cittadino. Per assicurare ai pazienti un giusto livello di sicurezza è necessario che i cittadini si rechino in ambulatorio solo per casi di assoluta necessità.

Nella sala di attesa non potranno sostare più pazienti contemporaneamente, in relazione alle dimensioni della sala stessa, al fine di rispettare la distanza di sicurezza e le visite saranno effettuate solo su appuntamento. I pazienti con febbre devono sempre contattare il medico telefonicamente e non entrare in ambulatorio spontaneamente. Anche per visite per patologie da raffreddamento e tosse servono accordo telefonico e appuntamento. Riguardo al tempo massimo di visita noi consigliamo di non superare i dieci minuti, sempre per questioni di sicurezza. Inoltre non possono accedere pazienti in quarantena o in attesa di tampone.

Naturalmente è vietato entrare senza mascherina correttamente posizionata anche sul naso e stiamo anche utilizzando le possibilità offerte dal fascicolo sanitario elettronico e la possibilità di inviare direttamente in farmacia le ricette che non necessitano della firma autografa del medico.

Inoltre dai primi dell’anno nuovo potremmo inviare in farmacia anche le cosiddette ricette bianche.

Stiamo lavorando troppo sul Covid: non possiamo permetterci di abbandonare il resto dei nostri pazienti, sia quelli fragili che i cronici e gli anziani ma anche tutta l’altra fascia con problemi urgenti.

Abbiamo riportato al massimo dei giri le Usca, dove medici di medicina generale e di guardia medica lavorano fianco a fianco e sono stati riaperti gli ambulatori Covid.

In questo periodo conviene continuare a certificare a distanza basandosi sul rapporto fiduciario medico paziente e sia per la nostra protezione, che per riguardo verso gli assistiti, è assolutamente necessario indossare camici di protezione così come mascherine, cuffie e occhiali e tenere la giusta distanza dal paziente. In generale abbiamo visto una buona collaborazione tuttavia la criticità dell’emergenza che dura ormai da due anni sta pesando sui pazienti.

Questa emergenza potrebbe durare ancora molto e quindi dobbiamo mantenere il medico immune da infezioni per evitare di cadere in una crisi sanitaria che non garantisca i medici di medicina generale necessari per continuare ad assicurare l’assistenza di base.

La prima raccomandazione è sempre quella di vaccinarsi con la dose booster per contenere al massimo il contagio e per evitare le forme più violente della malattia

Anche se molti imprudenti sembrano essersene dimenticati, ricordiamo che l’areazione dell’ambiente, la mascherina, la distanza, l’evitare gli assembramenti, il lavaggio delle mani e l’evitare l’uso promiscuo di tastiere, telefonini e altri oggetti comuni sono precauzioni molto importanti se si vuole limitare il contagio. In questo periodo natalizio sarà necessario stare molto attenti anche alle cene in famiglia.

La mascherina serve a proteggersi ma soprattutto a proteggere gli altri, è quindi un sistema di difesa contro il virus che diventa molto più efficace se la indossiamo tutti. In questo modo si limita di molto l’infettività del virus e la sua propagazione. È quindi necessaria la più ampia collaborazione dei cittadini. Solamente con la responsabilità e l’impegno di tutti avremo almeno la possibilità di saltarci fuori.

*Segretario regionale Fismu

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