Reggio Emilia, le scuole chiudono per le festività con 709 studenti in quarantena
REGGIO EMILIA. Dal 23 dicembre e fino al 6 gennaio sono ufficialmente cominciate le vacanze scolastiche. Ma per diverse centinaia di bambini e adolescenti sarà un Natale di “isolamento”.
Sono infatti 709 gli alunni e gli studenti della nostra provincia attualmente in quarantena, provvedimento a cui sono sottoposti anche 26 fra insegnanti e collaboratori scolastici. «È stata una settimana molto difficile – conferma la direttrice del Dipartimento di sanità pubblica, Emanuela Bedeschi – in cui abbiamo riscontrato numerosi focolai scolastici. Le classi che erano in sospensione di frequenza prima delle vacanze sono 180 mentre i focolai aperti sono ancora 52, maggioranza dei quali nelle scuole primarie, dell’infanzia e nei servizi pomeridiano ed extrascolastici. Solo nove quelli scoperti alle superiori». Vista la sospensione natalizia delle lezioni, il dipartimento della Bedeschi si sta ora concentrando nel «chiudere le situazioni rimaste aperte, gestire tutto nel minor tempo possibile e liberare gli studenti ancora in quarantena».
Rapidità che, viste le forze a disposizione, va ovviamente a discapito del tracciamento dei positivi in età non scolastica: «Siamo stati rallentati in maniera pesante – ammette la direttrice – e non riusciamo più a contattare tutti telefonicamente entro 48 ore. Ma ricordo ancora una volta che rispondendo positivamente all’sms che comunica l’esito del tampone si viene presi in carico automaticamente, vengono prenotati i tamponi successivi, vengono rilasciati i certificati e vi è la possibilità di indicare i contatti stretti».
Una possibilità evidentemente non chiara a tutti «e che voglio ribadire perché sono molto pochi i cittadini che rispondono al messaggio. In questi giorni il servizio informatico dell’azienda è al lavoro per rendere ancora più chiara questa modalità di presa in carico automatizzata, fondamentale con gli operatori impegnati su tutti gli altri fronti».
Tornando alle scuole, vista la chiusura per le feste natalizie l’Ausl ha momentaneamente cambiato anche l’approccio: «Dato che per i contatti non stretti di uno studente o dipendente scolastico positivo il protocollo prevede solamente l’interruzione della didattica in presenza, senza quarantene o limiti negli altri aspetti della vita quotidiana, in questi casi abbiamo comunicato ai genitori la presenza di un positivo in classe senza disporre quarantene e chiedendo solo di segnalare l’eventuale comparsa di sintomi a pediatri o medici di medicina generale».
Per quanto riguarda i focolai extra-scolastici, conclude la Bedeschi, «sono prevalentemente causati da chi non rinuncia a feste od occasioni di convivialità anche in presenza di sintomi. In un momento come questo, con la variante Omicron alle porte, occorre una forte attenzione nelle prossime settimane per rendere affrontabile questa quarta ondata».
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