Gazzetta di Reggio

Reggio

papa giovanni XXIII 

Unità di strada sui ragazzi «Servizio potenziato con educatori dedicati»

Unità di strada sui ragazzi «Servizio potenziato con educatori dedicati»

Il responsabile Luca Censi: «Dopo il lungo lockdown i giovanissimi vogliono riprendersi i loro spazi con reazioni scomposte»

2 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia. «Da qualche mese, in accordo con il Comune di Reggio, il servizio di unità di strada è stato potenziato: sul tema del disagio giovanile abbiamo due educatori in più, che cercano di raggiungere i ragazzini in centro storico e, in collaborazione con i Poli sociali, nei luoghi dove i problemi sono più avvertiti. Tra i quartieri la Canalina è al centro dell’attenzione da tempo». Luca Censi è responsabile dell’Unità di Strada della Papa Giovanni XXIII. Camper mobili, da sempre sinonimo di supporto ai senzatetto e agli emarginati: gli addetti erano tra i pochi ad entrare nelle ex Reggiane per distribuire coperte, viveri e informazioni. Pochi sanno che di recente, tra le competenze degli educatori specializzati nel sociale, figura anche quella del disagio giovanile.

«La parte rivolta all’intercettazione precoce dei giovani a rischio è sempre stata all’interno del nostro servizio: un tempo si andava nei parchi – ha spiegato Censi – ora abbiamo due educatori dedicati al lavoro con i giovani, che approcciamo secondo un metodo rodato: uscite sul territorio, offerta di spazi relazionali, conoscenza dei singoli e dei gruppi più o meno problematici, dei punti di ritrovo».

Censi ha però voluto evidenziare un aspetto: «Le nostre azioni non devono seguire i fatti di cronaca, devono essere sistemici. Invocare l’intervento delle forze dell’ordine senza agire in rete sortisce un effetto parziale. Il nostro compito è agire soprattutto sulla prevenzione».

Quello che è stato notato dagli educatori, dopo il lungo periodo di lockdown, è «la voglia dei ragazzini di riprendersi degli spazi pubblici, con modalità discutibili. Il ritiro sociale forzato e tutto quello che abbiamo passato, con il Covid, ha fatto nascere nuove modalità di relazione, autonome e talvolta negative: i giovanissimi hanno cominciato a percepire il mondo come ostile. È normale che in questo periodo di stravolgimenti si assista a reazioni scomposte, ma non spetta a noi l’approccio punitivo».

La Papa Giovanni sta agendo anche sul fronte del digitale. «All’interno della nostra équipe abbiamo un social media manager perché per le nuove generazioni il reale e virtuale sono un unicum. Perciò è imprescindibile essere presenti su questo fronte».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google