Unità di strada sui ragazzi «Servizio potenziato con educatori dedicati»
Il responsabile Luca Censi: «Dopo il lungo lockdown i giovanissimi vogliono riprendersi i loro spazi con reazioni scomposte»
reggio emilia. «Da qualche mese, in accordo con il Comune di Reggio, il servizio di unità di strada è stato potenziato: sul tema del disagio giovanile abbiamo due educatori in più, che cercano di raggiungere i ragazzini in centro storico e, in collaborazione con i Poli sociali, nei luoghi dove i problemi sono più avvertiti. Tra i quartieri la Canalina è al centro dell’attenzione da tempo». Luca Censi è responsabile dell’Unità di Strada della Papa Giovanni XXIII. Camper mobili, da sempre sinonimo di supporto ai senzatetto e agli emarginati: gli addetti erano tra i pochi ad entrare nelle ex Reggiane per distribuire coperte, viveri e informazioni. Pochi sanno che di recente, tra le competenze degli educatori specializzati nel sociale, figura anche quella del disagio giovanile.
«La parte rivolta all’intercettazione precoce dei giovani a rischio è sempre stata all’interno del nostro servizio: un tempo si andava nei parchi – ha spiegato Censi – ora abbiamo due educatori dedicati al lavoro con i giovani, che approcciamo secondo un metodo rodato: uscite sul territorio, offerta di spazi relazionali, conoscenza dei singoli e dei gruppi più o meno problematici, dei punti di ritrovo».
Censi ha però voluto evidenziare un aspetto: «Le nostre azioni non devono seguire i fatti di cronaca, devono essere sistemici. Invocare l’intervento delle forze dell’ordine senza agire in rete sortisce un effetto parziale. Il nostro compito è agire soprattutto sulla prevenzione».
Quello che è stato notato dagli educatori, dopo il lungo periodo di lockdown, è «la voglia dei ragazzini di riprendersi degli spazi pubblici, con modalità discutibili. Il ritiro sociale forzato e tutto quello che abbiamo passato, con il Covid, ha fatto nascere nuove modalità di relazione, autonome e talvolta negative: i giovanissimi hanno cominciato a percepire il mondo come ostile. È normale che in questo periodo di stravolgimenti si assista a reazioni scomposte, ma non spetta a noi l’approccio punitivo».
La Papa Giovanni sta agendo anche sul fronte del digitale. «All’interno della nostra équipe abbiamo un social media manager perché per le nuove generazioni il reale e virtuale sono un unicum. Perciò è imprescindibile essere presenti su questo fronte».
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