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Covid: ottengono fondi illeciti, sei reggiani denunciati

Covid: ottengono fondi illeciti, sei reggiani denunciati

La guardia di finanza di Reggio Emilia scopre sei aziende che, sfruttando le leggi introdotte per l'emergenza sanitaria, hanno ottenuto fondi per circa 200 mila euro senza però averne diritto

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REGGIO EMILIA.  Nell’ambito  dell’attività  di  controllo  della guardia di finanza di  Reggio  Emilia  sul legittimo accesso ai fondi Covid, il Nucleo di polizia economico-finanziaria ha concluso un'indagine nei confronti di piccole e medie imprese, che hanno avuto indebitamente  accesso a una  serie  di misure  economiche  di  sostegno, rivolte  alle attività danneggiate dall’emergenza sanitaria.

Le Fiamme gialle reggiane ne hanno scoperte sei che hanno  beneficiato  di  prestiti garantiti dallo Stato per  circa  200.000  euro,  senza però avere i necessari  requisiti  previsti  dalla  legge: si configura così il reato di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato e, in un caso, di truffa ai danni dell’erario, per aver commesso un falso in bilancio pur di accedere alle misure.

Quattro  delle  imprese  coinvolte  sono  operanti  nel  settore  dell’edilizia,  mentre  una gestisce un minimarket etnico e un’altra svolge attività di agente per macchine agricole. I titolari sono stati denunciati alle Autorità giudiziarie competenti (Procure della Repubblica di Reggio Emilia e Mantova) e segnalati all’Ente erogatore per la revoca della misura.

Uno degli indagati era stato già coinvolto nella nota operazione antimafia denominata Billions.

 

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