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L’appello dei sindaci e di 211 medici «Vaccinatevi e rispettate le regole»

L. G.
L’appello dei sindaci e di 211 medici «Vaccinatevi e rispettate le regole»

Professionisti e amministratori scrivono ai cittadini, Reggio decima provincia in Italia per contagi ogni 100mila abitanti

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reggio emilia. Con 384 nuovi positivi nelle ultime 24 ore (quattro dei quali ricoverati) e i dati settimanali che collocano la nostra provincia al decimo posto in Italia, secondo la fondazione Gimbe, per numero di contagiati ogni 100mila abitanti, è ormai evidente che a Reggio Emilia la quarta ondata del Covid sta mordendo forte.

Una situazione critica che potrebbe aggravarsi se, durante le festività, i comportamenti dei reggiani dovessero essere più superficiali del dovuto complice il clima natalizio, i pranzi di gruppo, le uscite, i festeggiamenti. Non è dunque casuale la tempistica che ha visto ieri l’uscita di due lettere, diverse per le firme ma simili nei contenuti, sottoscritte dai 42 sindaci reggiani e dal presidente della Provincia l’una, e da 211 medici dell’Ausl di Reggi Emilia l’altra. Nomi eccellenti e conosciutissimi della nostra sanità quali Nicola Facciolongo, direttore di Pneumologia, Marco Massari, direttore di Malattie infettive, Alessandro Navazio, direttore della Cardiologia e molti, moltissimi altri dirigenti, specialisti, direttori, responsabili e medici (l’elenco completo dei firmatari sul sito della Gazzetta di Reggio, ndr) da quasi due anni in prima linea nel combattere, senza sosta, la pandemia.

Il primo appello ai reggiani che accomuna sia gli amministratori sia medici è quello alla vaccinazione: «A quei cittadini che, per paura o disinformazione, ancora non si sono vaccinati – scrivono i medici – vogliamo ricordare che su dieci pazienti ricoverati in Rianimazione nove risultano non vaccinati. Il dato è clamoroso se si pensa che, al contrario, i vaccinati nella popolazione sono in rapporto di 9 a 1 rispetto ai non vaccinati. Il tasso di decesso dei non vaccinati è 29 volte superiore a quello dei vaccinati con due dosi fatte meno di cinque mesi fa nelle persone con più di 60 anni. Per quanti hanno ancora dubbi sulla sicurezza dei vaccini utilizzati, ricordiamo che mai un farmaco è stato impiegato su così larga scala (milioni di dosi nel mondo) senza che siano emersi dati significativi su effetti collaterali gravi».

Dopo quasi due anni, proseguono i medici, «il disagio e la stanchezza degli operatori sanitari che lavorano nei reparti e servizi in prima linea nella lotta al Covid sono tangibili e crescenti. Non solo si trovano a operare in condizioni di intrinseca difficoltà ma dopo il periodo caratterizzato dalla retorica degli “eroi”, si trovano spesso a subire comportamenti aggressivi dai cosiddetti no-vax che contestano le cure di chi vorrebbe aiutarli».

In conclusione, scrivono i 211 professionisti nel lanciare un «appello» alla politica, «discutere di obbligatorietà del vaccino non dovrebbe essere più un tabù. Le prossime settimane saranno difficili e complesse da gestire. Occorre non farsi illusioni: sarà una battaglia lunga e per questo è fondamentale essere uniti e solidali, con l’obiettivo di salvaguardare la salute e la vita del maggior numero di persone possibile. Noi ci siamo, ma ognuno, da chi ha autorità al semplice cittadino, è chiamato a fare la propria parte». Sulla responsabilità dei cittadini batte anche la lettera dei 42 sindaci reggiani: «Occorrono estrema prudenza e una rinnovata responsabilità, personale e collettiva, per salvaguardare tanto le festività, quanto i periodi successivi. È importante continuare a mantenere alta l’attenzione rispettando le norme basilari sul distanziamento personale, l’utilizzo della mascherina e l’igienizzazione delle mani, evitando assembramenti e prestando quanta più attenzione possibile anche a tutti gli appuntamenti di ritrovo e socialità, in luoghi pubblici o privati».

Come abbiamo tutti ben compreso, inoltre, «negli ultimi due anni un aumento dei contagi provoca inevitabilmente una maggiore pressione sul nostro sistema sanitario, con pesanti ripercussioni per tutte le prestazioni sanitarie anche non legate al Covid nella gestione ordinaria dei pazienti. Per questo motivo i nostri Comuni continueranno a percorrere strade come l'obbligo dell’utilizzo della mascherina anche all’aperto, ad esempio nei centri storici e ovunque non sia possibile rispettare il distanziamento interpersonale. Le misure di controllo dei green pass e degli assembramenti saranno rafforzate grazie alla collaborazione fra le polizie locali e tutte le forze dell’ordine coordinate da questura e prefettura». Dunque, concludono i sindaci, «seguire le regole e porre attenzione in ogni contesto è il modo migliore per trascorrere le festività insieme ai propri cari e in sicurezza. Per noi stessi e per gli altri. Per non pregiudicare, in pochi giorni, il percorso di costruzione di una nuova normalità intrapreso insieme».

L. G.

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