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LA NOMINA 

Il papa chiama in Vaticano monsignor Tiziano Ghirelli

Il papa chiama in Vaticano monsignor Tiziano Ghirelli

L'annuncio è stato dato dal vescovo di Reggio Emilia, Massimo Camisasca Il sacerdote farà parte del Capitolo della Basilica di San Pietro come canonico

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REGGIO EMILIA. Monsignor Tiziano Ghirelli è stato nominato da papa Francesco canonico della Basilica di San Pietro in Vaticano.

La nomina è avvenuta il 14 dicembre, ma è stata resa nota il giorno della Vigilia dal vescovo di Reggio Massimo Camisasca: «È con animo reso ancor più lieto dalla ricorrenza natalizia – queste le sue parole – che rendo partecipi la parrocchia dei santi Pietro e Prospero, il clero e i fedeli della diocesi, che il Santo Padre ha chiamato monsignor Tiziano Ghirelli a far parte del Capitolo della Basilica di San Pietro in Vaticano in qualità di canonico».

Il parroco di San Pietro e San Prospero si trasferirà nel cuore della chiesa cattolica per lavorare a stretto contatto con il Papa e accogliere i pellegrini e i visitatori che si recano a pregare sulla tomba di San Pietro. La commozione di monsignor Ghirelli è stata accompagnata dall’affettuosa gioia del vescovo: «Con riconoscenza mi rivolgo a monsignor Tiziano – ha detto Camisasca dando il lieto annuncio nel giorno della Vigilia di Natale – che, nell’impegno pastorale, nell’insegnamento e nelle responsabilità circa la cura del patrimonio storico-artistico e nella liturgia, si è profuso con intelligenza e sensibilità; sarà ora chiamato a proseguire con energia nella sapiente accoglienza dei pellegrini che si recano a pregare sulla tomba del primo degli Apostoli. Lo accompagni, insieme al nostro affetto, la preghiera di tutta la comunità; il servizio alla Chiesa universale, ne siamo certi, non cancellerà in lui la memoria della nostra Chiesa».

Nato a Quattro Castella 68 anni fa, monsignor Ghirelli – che fino al giorno della nomina papale è stato il parroco della parrocchia dei Santi Pietro e Prospero – è stato ordinato sacerdote nel 1977. Nel 1989 è diventato segretario del vescovo Gibertini e su sua indicazione ha cominciato a occuparsi del patrimonio artistico della curia reggiana. Dal duemila insegna allo Studio Teologico Interdiocesano e dal 2005 anche all’Istituto superiore di Scienze Religiose.

Dal 2006 al 2019 è stato direttore del Museo Diocesano, di cui ha curato anche il nuovo allestimento.

Ha lavorato per dieci anni nell’ufficio dei beni culturali della conferenza episcopale italiana. Come responsabile in questo settore, ha seguito la ricostruzione delle chiese danneggiate dal terremoto del 2012. Svolge attività di docenza in diverse sedi universitarie di perfezionamento sui temi del rapporto architettura, arte e liturgia, aspetti su cui ha pubblicato diversi saggi e articoli.

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