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Obbligo di green pass per il caffè al banco: «In tanti chiedono di stare seduti fuori»

Nei bar reggiani sono comparsi nuovi cartelli di avviso: «Clientela disciplinata ma è un ulteriore aggravio per noi»


09 giugno 2022 Ambra Prati


REGGIO EMILIA. «È un ulteriore carico di lavoro per noi, anche se gli avventori sono rispettosi delle regole». Questo il commento di baristi e gestori di esercizi pubblici all’indomani del decreto del 24 dicembre che ha cambiato, ancora una volta, le prescrizioni: ora anche per consumare un caffè al bancone è necessario esibire il green pass. E il controllo è in capo agli stessi esercenti, che di fronte alla novità, per non creare code, si sono affrettati ad affiggere all’esterno dei locali dei cartelli – ormai tutte le vetrine sono tappezzate – per avvisare il pubblico.

«Adesso la situazione si sta normalizzando, ma il 24 dicembre è stato il caos: alla richiesta del pass mi sono sentito rispondere: “Ma non entra in vigore dal 31 dicembre?” o “dai primi di gennaio?”. Ho sentito tutte le date immaginabili – riferisce Alessandro Assad, titolare del Caffè del Monte in piazza del Monte – A mio avviso è mancata una corretta comunicazione. Per fortuna, con le festività natalizie di mezzo, c’è stato il tempo di far digerire la nuova prescrizione che riguarda solo il bancone, all’interno non cambia nulla».

«Qui tutto tranquillo – spiega Stefano Gabbi del Caffè Europa di piazza Prampolini – i clienti si stanno dimostrando preparati e disciplinati; nessuno ha fatto storie o ha preteso di essere servito senza la verifica del green pass. Noi siamo organizzati così: quando le persone si affacciano al bancone, prima di servirle chiediamo di mostrarlo. Però è un tornare indietro – riflette – si pensava che dopo la campagna vaccinale non ci sarebbero state ulteriori restrizioni. Il disagio è soprattutto nostro perché comporta una notevole perdita di tempo».

Gabbi sottolinea come queste settimane di pause, dal lavoro e dalla scuola, non facciano testo. «Da Natale e fino all’Epifania è sempre stato un periodo fiacco per i bar, che lavorano poco; meno gente al mattino, qualcosa in più al pomeriggio. Con la ripresa di tutte le attività a gennaio vedremo se questo dover mostrare il green pass sarà un deterrente oppure no; adesso è presto per stabilirlo». Per fortuna, secondo il Caffè Europa, «siamo avvantaggiati rispetto ad altri perché possiamo contare sulla distesa esterna, che ultimamente è sempre pienissima: adesso si siedono tutti fuori, cosa impensabile prima in pieno inverno».

«Abbiamo affisso il cartello affinché i clienti entrino con il green pass già pronto, altrimenti si perde troppo tempo e si rischia di formare un assembramento – dichiara Franceasco Cavalletti del bar Pietranera di via Emilia San Pietro – ma finora nessuna protesta. Quello che ho notato è che molte persone, dopo aver letto l’avviso, decidono di restare fuori e di farsi servire al tavolo, non so se perché privi di green pass o perché infastiditi dalla prescrizione».

Al “Ti amo caffè” di via Pansa la maggior parte dei clienti sono seduti all’esterno. «In questi giorni si lavora a ritmo ridotto e in tranquillità – fanno sapere i gestori – Il problema vero sarà quando riapriranno le scuole: noi siamo vicini al polo scolastico di via Makallè e il picco di lavoro lo registriamo con gli studenti e i genitori che si fermano per un caffè dopo aver accompagnato i figli. Dopo il 7 gennaio si vedrà se riusciremo a smaltire le richieste senza attese. Qui siamo in due a portare avanti il bar e ora dovremo svolgere anche questo compito». Il locale, proseguono i baristi, può contare su una clientela affezionata. «Abbiamo avventori che passano per un caffè anche tre volte al giorno: in tal caso basta un solo controllo, giusto?».

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