Annullato l’arresto per l’evasione Domiciliari scaduti e il giudice lo libera
Il 21enne è stato bloccato nell’inseguimento sulla via Emilia La misura restrittiva, per spaccio, era già decaduta a luglio
Tiziano Soresina
reggio emilia. Colpo di scena non indifferente nel processo per direttissima nei confronti del ventunenne Jamal Abdelhadi , di origine marocchina.
Il giovane nordafricano era stato arrestato nella notte fra Natale e Santo Stefano dopo un inseguimento lungo la via Emilia. Quando la Fiat Panda non fermatasi all’alt era stata bloccata dalla polizia, uno dei tre a bordo della macchina era appunto Jamal che agli agenti risulta agli arresti domiciliari per una vicenda di spaccio di droga già conclusasi con il patteggiamento a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Da qui l’arresto per evasione. Ma la sorpresa arriva – in aula – proprio sull’imputazione, perché da un’attenta lettura degli atti emerge che gli arresti domiciliari per il marocchino si erano già conclusi in luglio (era scaduto il periodo massimo d’applicazione della misura cautelare) e nello stesso periodo era divenuto definitivo il patteggiamento disposto dal giudice Luca Ramponi. Quindi per cinque mesi il nordafricano è rimasto inutilmente agli arresti domiciliari. Qualcosa si deve essere inceppato negli uffici giudiziari, visto che il magistrato di sorveglianza non si è mai espresso sulla misura restrittiva decaduta. Di fronte a questa situazione il giudice Simone Medioli Devoto non ha ritenuto di procedere contro il 21enne (l’ha liberato) visto che non è tecnicamente evaso. Inoltre il magistrato ha trasmesso gli atti alla Procura (prevedibile l’archiviazione). In precedenza Abdelhadi – difeso dall’avvocato Giuseppe Caldarola – ha ammesso di essere uscito di casa per Natale con gli altri due amici per andare in discoteca. Nel rientro in macchina l’incontro con la polizia che invita l’auto ad accostare, invece il guidatore (senza patente) accelera per cercare di evitare il controllo. «Gli ho urlato di fermarsi – rimarca Jamal in udienza, specificando che era seduto davanti nel lato passeggero – non volevo problemi con le forze dell’ordine». Soddisfatto al termine l’avvocato Caldarola: «Il giudice è stato molto scrupoloso nel valutare la documentazione – rimarca il legale – ed è emersa la verità». Durante l’inseguimento dalla Fiat Panda sono stati lanciati dal finestrino dei piccoli involucri, poi recuperati dai poliziotti: contenevano cocaina e hascisc. Jamal è stato individuato come l’autore del lancio, da qui la denuncia per il possesso di droga.
Nel maggio scorso era stato arrestato sempre dalla polizia, perché trovato nella disponibilità di tre involucri mentre si dirigeva verso le Reggiane. Era stato perquisito anche in casa sua, dove gli agenti avevano trovato altri 24 involucri con dentro della cocaina, per un totale di 33 grammi. Per questa vicenda ha patteggiato in giugno: ora ci sarà da capire in che modo sconterà la pena residua. Per il momento è libero.
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