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La Polemica 

Cena di Natale, l’opposizione chiede sanzioni per il sindaco

Luciano Salsi
Cena di Natale, l’opposizione chiede sanzioni per il sindaco

Alleanza civica si rivolge al comando della polizia municipale per le verifiche. Forza Italia presenta un’interpellanza, Fratelli d’Italia e Lega tornano all’attacco

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REGGIO EMILIA. Nell’ultima campagna per le elezioni regionali le “sardine” e gli altri militanti di sinistra delegittimavano i candidati di destra con il canto di “Bella Ciao”.

Ora, però, quell’arma canora si ritorce contro il sindaco Luca Vecchi, i suoi assessori e i consiglieri che lo sostengono, criticati per avere intonato euforicamente l’inno partigiano lo scorso 20 dicembre in un locale chiuso, senza le mascherine e il distanziamento necessari per limitare il contagio da coronavirus.

Gli esponenti della minoranza consiliare, che non si lasciati sfuggire l’occasione di denunciare l’accaduto appena ricevuto il video della serata, suscitando un vespaio che si riflette sui social, sulla stampa e sugli altri media nazionali, proseguono la polemica politica.

Claudio Bassi, capogruppo di Forza Italia, non si accontenta delle “pubbliche scuse” presentate da Vecchi per la “piccola leggerezza” e rinfaccia alla Giunta la perdita di credibilità: al sindaco per avere contraddetto la sua esortazione ai cittadini a indossare le mascherine e mantenere le distanze, a Raffaella Curioni e Francesca Sidoli, per l’analogo invito rivolto a studenti, sportivi e commercianti.

«Quando si tratta di lotta all’epidemia dilagante – tuona Bassi – non sono minimamente tollerabili simili comportamenti di pubblici amministratori, che dovrebbero invece essere d’esempio al rigoroso rispetto della normativa vigente nonché agli accorati inviti degli esperti».

Cinzia Rubertelli, consigliera di Alleanza civica, rincara la dose invocando sanzioni esemplari: «Lei – scrive al sindaco – ha emanato un’ordinanza per il centro storico volto alla cautela, ha persino scritto un libro sui giorni duri del Covid per poi dare questo esempio? Mentre attendiamo almeno le Vostre scuse, abbiamo provveduto a investire del caso il comandante della polizia municipale affinché conduca un accertamento per verificare se i comportamenti dei singoli partecipanti (al coro esuberante, ndr) possano configurare una violazione delle vigenti normative ovvero ordinanze sindacali e in caso affermativo prenda i dovuti provvedimenti sanzionatori».

Marco Eboli usa con sarcasmo il popolarissimo jingle pubblicitario di un panettone (“A Natale puoi...” ) per mettere alla berlina il sindaco «a capo della band improvvisata e stonata, gomito a gomito, senza mascherine».

Il portavoce di Fratelli d’Italia non si limita a deprecare che questi «tutori della linea del rigore predicano bene ma razzolano male».

Aggiunge: «A Natale, la festa che per i cattolici celebra Dio fatto uomo e anche per i non credenti è la festa della pace e dell’amore vicendevole, cantare Bella Ciao, una canzone che riporta alla guerra, anche civile, penso sia oggettivamente inopportuno. Sorge il dubbio che a Natale puoi fare quel che vuoi se sei potente e di sinistra».

Matteo Melato, capogruppo nel consiglio comunale e referente provinciale della Lega, recrimina: «Una ordinanza del sindaco Vecchi aveva imposto la mascherina all’aperto ben prima dell’ultimo decreto. Gli inviti al rispetto delle regole basilari evidentemente non valgono per un sindaco e una giunta. Un gesto che sa di presa in giro anche verso le migliaia di donne e uomini della sanità che da mesi e mesi stanno combattendo nei reparti con turni estenuanti e vedono l’assessore Marchi abbracciare senza mascherina un suo consigliere».

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