Omaggio al partigiano “Onin” a cinque anni dalla morte
cavriago. In occasione del quinto anniversario dalla morte, i comunisti reggiani e l’associazione Renato Vacondio “Bergonzi” hanno reso omaggio alla tomba del comandante partigiano Giuseppe Piccinini “Onin”. Nel pomeriggio del giorno di Santo Stefano è stato ricordato con un mazzo di garofani e gerbere rosse, il celebre comandante partigiano; ad omaggiarne la memoria Miria Pergetti, figlia del partigiano James Pergetti e della staffetta Stella Cadoppi, «a rinsaldare ancora una volta gli ideali di giustizia e progresso sociale, di pace e di lavoro, che hanno animato la generazione che ha combattuto armi in pugno la Lotta di Liberazione di questo Paese, oggi senza memoria» scrive il collettivo.
La notte di Natale di cinque anni fa, tra il 25 ed il 26 dicembre 2016, se ne andava infatti il comandante Onin, un partigiano, uno dei nostri.
Giuseppe Piccinini era nato il 5 novembre 1919 ed in quella data, oramai quasi due mesi fa, sono stati celebrati i 102 anni, «perché è sempre più smaccata e violenta la volontà politica di insozzare la storia e la memoria dei partigiani come Onin ed è pertanto un obbligo morale respingere con ogni mezzo le menzogne, gli insulti, le offese infamanti rivolte alla Resistenza, ai suoi protagonisti ed alle famiglie dei partigiani come la mia, proditoriamente dai giorni di quella operazione mediatica di revisionismo che è stato il “chi sa parli”» scrivono i comunisti reggiani.
Piccinini era uno di 8 fratelli della famiglia di profonde convinzioni antifasciste dei Piccinini di Cavriago, che fu sempre impegnata politicamente e socialmente anche dopo la Liberazione. Cinque dei suoi fratelli infatti, Mario, Paolo, Libero, Luigi e Livio erano partigiani, ma fu in particolare con Livio “Delinger” che Giuseppe il 7 luglio 1944 riuscirà a fuggire dalla Caserma di Casale Monferrato per unirsi successivamente alle formazioni dei partigiani della nostra montagna, entrando a far parte del distaccamento “Beucci”. Onin diventerà il comandante del terzo Battaglione della 26esima Brigata Garibaldi “Enzo Bagnoli”, rivestendo anche il ruolo di commissario politico della brigata stessa. «Un partigiano la cui figura non è mai stata doverosamente ricordata e riconosciuta – viene riportato nel ricordo – Partigiano comunista, come tanti della nostra terra, uomo di straordinarie capacità politiche ed oratorie, ma ancor più di sensibilità ed umanità nei confronti dei tanti compagni che dopo la Liberazione vivevano una condizione di povertà e difficoltà».
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