Gazzetta di Reggio

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IL 78ESIMO ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO 

Ricordato il sacrificio di Quarto Camurri fucilato dai fascisti con i fratelli Cervi

M.P.
Ricordato il sacrificio di Quarto Camurri fucilato dai fascisti con i fratelli Cervi

Ieri mattina la cerimonia in cimitero e in piazza a Guastalla Gettò la camicia nera per lottare in montagna coi partigiani

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GUASTALLA. La città di Guastalla ha reso omaggio a Quarto Camurri, ieri, sulla tomba in cimitero e davanti alla stele in piazza Matteotti commemorativa del centenario della nascita. Hanno partecipato Ivano Pavesi, in rappresentanza del Comune, Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Cervi, Claudio Malaguti, presidente dell’Anpi Guastalla, Adelmo Cervi, figlio di Aldo, le rappresentanze di amministrazioni comunali e sezioni Anpi della Bassa reggiana, l’ex sindaco Giorgio Benaglia, che durante il suo mandato contribuì a valorizzare la figura di Camurri, le forze dell’ordine, le rappresentanze sindacali Cgil e Cisl e cittadini guastallesi oltre ai familiari, commossi, di Quarto Camurri.

È stato sottolineato il ruolo fondamentale di Quarto e dei fratelli Cervi per la causa della democrazia e della libertà: furono tra i primi martiri della Resistenza che da allora iniziava a diffondersi con forza nel popolo italiano, ma dal loro esempio e dalla loro lotta è nata la nostra Costituzione, in tutti i suoi contenuti, i principi, i diritti, i doveri, la solidarietà.

I relatori hanno sottolineato come la stele, dotata di QrCode (per visualizzare informazioni e fotografie della vita di Quarto) rappresenti non solo un momento celebrativo, ma rechi con sé un messaggio rivolto a tutti i cittadini e ai giovani in particolare: l’ impegno di Quarto e la sua scelta, portati avanti assieme ai fratelli Cervi, di partecipare alla Resistenza, hanno vinto contro la dittatura fascista. Ma è necessario continuare la loro lotta: tocca ai cittadini, oggi, difendere la libertà conquistata allora con il costante impegno e la partecipazione: una cittadinanza attiva e consapevole dei diritti da difendere e dei doveri da sostenere e onorare, non dimenticando di impegnarsi anche in favore dei cittadini di tutte le nazioni del mondo, minacciate da conflitti, disuguaglianze, negazione di diritti, pandemie e cambiamenti climatici.

Quarto nacque a Guastalla il 5 novembre di cento anni fa. Piazza Matteotti (allora chiamata piazza Giordano Bruno per poi divenire nel ventennio fascista piazza del Littorio) vide trascorrere la infanzia e la giovinezza di Quarto, figlio di Vincenzo e di Antonietta Ledi, in una famiglia composta da sei figli.

Quarto dovette da subito impegnarsi per aiutare la famiglia, come riparatore meccanico e distribuendo giornali. Non rinunciò però allo spirito della giovinezza, formando con altri ragazzi un gruppo di quartiere per trascorrere il tempo libero: la “Squadra volante”. Presto però arrivò la chiamata in guerra: nel 1941 Quarto, ventenne, venne arruolato nell’esercito italiano e inviato in Sicilia, in zona di guerra. Da lì mantenne una corrispondenza con l’amata madre che, dapprima rimasta a casa con i figli più piccoli, si trasferì in seguito con la famiglia a Reggio. Dopo l’armistizio dell’8 di settembre, Quarto si ritrova a casa, rigetta la camicia nera della milizia che i fascisti gli volevano imporre ed entra in contatto con il distaccamento partigiano di Aldo Cervi in montagna, nei pressi del Monte Ventasso. Fu arrestato assieme ai sette fratelli Cervi e al papà Alcide nella cascina di Gattatico e condotto nelle carceri di Via dei Servi. Condivise con i Cervi il loro tragico percorso: dopo l’arresto sarà fucilato il 28 dicembre 1943 al Poligono di tiro di Reggio Emilia.

M.P.

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