Gazzetta di Reggio

Reggio

I DUE FUORICLASSE 

Il Panathlon festeggia Fabia Maramotti e ad Antonio Tallarita

Luigi Vinceti
Il Panathlon festeggia Fabia Maramotti e ad Antonio Tallarita

Reggio Emilia: il maratoneta e l’ironwoman protagonisti della serata al Cere. L’ingegnere 60enne entra a far parte del comitato reggiano 

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Per quasi tutti noi lo sport è solo un felice passatempo – da praticare insieme agli amici, in squadra o anche singolarmente –, per alcuni è una professione. Per altri, invece, è un massacrante impegno, una sfida contro gli altri, ma soprattutto con se stessi. Ma, alla fine, che soddisfazioni!

Ne sono tangibile esempio maratoneti e yron-man che dedicano ogni momento della loro giornata alla preparazione fisica e psicologica, indispensabili per compiere grandi imprese.

È il tema dell’incontro prenatalizio del Panathlon di Reggio, che ha riunito i soci al Cere (Circolo equitazione Reggio Emilia) e fatto conoscere due atleti fuoriclasse, che esportano il nome della nostra città nel mondo: Fabia Maramotti e Antonio Tallarita.

Dopo il benvenuto (fra gli ospiti il questore Giuseppe Ferrari e il vice capo di Gabinetto della prefettura, Gabriele Gavazzi, il presidente Enrico Prandi ha ricordato le origini dell’organizzazione sportiva reggiana (nata nel dicembre del 1958) e ha annunciato l’ingresso dello stesso Antonio Tallarita fra i soci.

Pietro Montanari ha quindi dettagliato il curriculum dei due “stacanovisti” dello sport coinvolti con il consueto dinamismo da Paolo Panciroli. Claudio Valeriani, cronista di Telereggio, li ha infine intervistati facendoli conoscere anche attraverso impressionanti filmati che hanno documentato le fatiche che affrontano per collezionare una montagna di trofei.

Si è così scoperto, ad esempio, che Fabia Maramotti apre le proprie giornate con circa 4 chilometri di nuoto, le “arrotonda” con diverse decine di chilometri in bicicletta e la sera va a riposare solo dopo aver corso, a piedi, per un paio d’ore. Non è da tutti.

In compenso, a poco più di 25 anni, dopo i primi passi compiuti alla Juvenilia basket e alla Reggiana Nuoto, è diventata una ragazza d’acciaio conquistando gare internazionali (da Cervia all’Arizona) e diventando campionessa mondiale di yron-man alle Hawai, con un record di 9 ore e 40 minuti. Ora sta preparandosi per febbraio in Florida (intanto sarà a Pisa) per una sfida che prevede 10 km di nuoto, 430 in bici e 85 di corsa. Il nonno Maramotti, fra i soci storici del Panathlon reggiano, sarebbe fiero di lei.

Antonio Tallarita, che ha varcato la soglia dei 60 anni, sembra poi un ragazzino (era accompagnato dalla moglie Gabriella e dal mental coach Ciro Di Palma) perché ultramaratoneta.

Nativo di Gela e laureato al Politecnico di Torino, dal 1980 è stato ingegnere alla Lombardini-Kohler; ora insegna Meccanica, Tecnologie e Automazione Industriale.

Ma, soprattutto, è comprensibilmente fiero del suo curriculum sportivo iniziato nel 2004. Conta medaglie d’oro e argento conquistate in tutto il mondo. Spiccano la Atene-Sparta (246 km), l’Ultra Tour di Sicilia (14 tappe consecutive per 936 km) e un record da guinness: 100 chilometri al giorno, per 10 giorni, nella pista Giannetto Cimurri. Da non dimenticare naturalmente il record italiano a Oslo, l’Ultra Tour della Sicilia. Ad oggi ha partecipato a 115 competizioni percorrendo, di corsa, 18.538 chilometri. Sue 23 vittorie assolute e 103 di categoria. Due anni fa ha fatto la Milano-Sanremo (a piedi ovviamente) e nel 2021 ha vinto le Ultramaratona di Torino, Caltagirone (titolo di campione italiano Master 60), Forlì, Brugg (Svizzera) e Oslo (Norvegia) dove ha guadagnato l’oro. E non è finita!

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google