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storia di onestà 

«Portafoglio ritrovato da un nordafricano, non ha voluto un euro»

Ambra Prati
«Portafoglio ritrovato da un nordafricano, non ha voluto un euro»

Reggio Emilia, protagonista della vicenda una donna di 47 anni che ha voluto rendere noto l’episodio per ringraziare il buon samaritano

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REGGIO EMILIA. «Ho perso il portafoglio, contenente 170 euro e tutti i documenti miei e di mio figlio. Lo ha ritrovato uno straniero che me l’ha restituito rifiutando qualsiasi ricompensa. Lui è stato il regalo di Natale più bello». Protagonista della vicenda una reggiana di 47 anni, che ha voluto rendere noto l’episodio per ringraziare il buon samaritano.

«Lunedì, alle 15, dovevo andare alla sede principale del Credem per firmare dei documenti». Una volta all’interno della banca la signora, frugando nella borsetta, si è accorta di non avere più il portafoglio. «Sono andata in panico, più che altro per i documenti: carte d’identità, tessere sanitarie, patente, avrei dovuto rifare tutto. Ho firmato le carte senza guardare e sono uscita, contattando il ristorante dove avevo pranzato per capire se lo avevo lasciato lì, ma niente. Ho contattato un’amica alla quale avevo fatto visita: niente».

La 47enne ha telefonato ai carabinieri. «Il militare mi ha consigliato di attendere 24 ore a sporgere denuncia, se non avevo carte di credito e bancomat, che tengo altrove». Mentre era al telefono con l’Arma la reggiana ha ricevuto diverse chiamate da un numero sconosciuto. «Era la polizia: il mio portafoglio era stato ritrovato da uno straniero che si era rivolto ad una pattuglia ferma in via Emilia San Pietro». La signora, che era nelle vicinanze, è andata a casa a prendere la bicicletta ed è accorsa al punto di ritrovo indicato. «Accanto ai due poliziotti c’era un nordafricano, non giovane, con un nome difficile da ricordare: aveva trovato il portafoglio per terra sul marciapiede davanti alla banca. I poliziotti sono riusciti a risalire al mio cellulare tramite le tessere della biblioteca: hanno contattato la Panizzi e mi hanno aspettato».

Nel borsellino tutto era perfetto in ordine. «Ho offerto una ricompensa al signore, ma lui non ha voluto nulla. Ho dovuto insistere perché accettasse un caffè. Un comportamento che mi ha commosso».


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