Coppia d’anziani raggirata Falsi brigadieri rubano l’oro
reggio emilia. «Dobbiamo controllare se dentro casa ci sono due ladri, apra l’armadio che verifichiamo».
In questo modo due truffatori, indossando una casacca posticcia con barre fluorescenti e spacciandosi per brigadieri dei carabinieri, hanno derubato – in città – una coppia di anziani (un 90enne e la moglie 87enne) impossessandosi dei monili in oro posseduti dai coniugi e custoditi nell’armadio della loro camera da letto.
Nonostante quindi i continui inviti a diffidare degli estranei sollecitati dai carabinieri che, al riguardo, hanno anche più volte ricordato attraverso i mass media i consigli legati alla campagna antitruffa “Non aprite quella porta”, si torna purtroppo a parlare di anziani truffati.
La tecnica usata dai malviventi è sempre quella: falsi appartenenti a forze di polizia ed enti vari che con pretestuosi controlli raggirano e derubano gli anziani dei loro averi. E proprio questo è accaduto nella prima mattinata di mercoledì nell’abitazione di una coppia di anziani. I due ladri-truffatori, spacciandosi per appartenenti all’Arma sono riusciti a trarre in inganno i due anziani, camuffandosi con la pettorina fluorescente che indossavano. Hanno raccontato di dover controllare se dentro l’abitazione vi fossero due ladri che stavano cercando. Carpita la fiducia dell’anziana, entravano in casa, facendo poi credere di dover cercare anche nell’armadio della camera da letto. Facevano aprire l’armadio e con un escamotage si sono impossessati di tutti i monili in oro posseduti dalla coppia, per poi con una scusa dileguarsi. Quando si sono resi conto di essere stati raggirati e derubati i due anziani hanno chiamato il 112 dei carabinieri che, oltre a intervenire sul posto per le constatazioni di legge, hanno scatenato una vera e propria caccia all’uomo grazie alle descrizioni raccolte sui due odiosi truffatori.
L’episodio è un vero e proprio campanello d’allarme e i carabinieri rimarcano come prima di fare entrare in casa degli estranei, sia necessario accertarsi della loro identità ed eventualmente farsi mostrare il tesserino di riconoscimento, senza dimenticare di telefonare prima di aprire la porta all’ufficio di zona dell’ente per verificare la veridicità di quei controlli sospetti.
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