Bagnolo, svolta vicina per il lascito Carri: sarà una struttura per anziani
Approvata la variante che permetterà di utilizzare la donazione dopo 19 anni. Parte sarà usata per il centro diurno, il resto in vendita per recuperare le spese
BAGNOLO. È stata approvata la variante al Regolamento urbanistico edilizio (Rue) che permetterà, dopo 19 anni di attesa, di poter finalmente dare seguito alla volontà testamentaria di Maria Luisa Carri che, nel lontano 2002, dispose il lascito della propria abitazione e dell’annesso terreno alla parrocchia di Bagnolo con il vincolo di “destinarla alla attività della Fondazione Casainsieme”.
L’immobile, situato a fianco di “Casainsieme”, la casa protetta per anziani nata nel 1998 dalla comune volontà della parrocchia e dell’amministrazione comunale di dare risposta ai bisogni di cura della popolazione anziana di Bagnolo, venne inizialmente individuato come sede ideale del nuovo centro diurno dall’amministrazione guidata dal sindaco Filippini, al fine di concentrare in un unico complesso l’offerta socio-assistenziale per gli anziani del paese. A tale scopo, nel 2003, la parrocchia di Bagnolo riuscì ad ottenere anche un contributo regionale di 658mila euro finalizzato alla “realizzazione di una struttura polifunzionale per anziani” che però, dieci anni dopo, al termine di altalenanti quanto infruttuose interlocuzioni tra la parrocchia e il Comune per la definizione di un accordo che precisasse i rispettivi impegni economici, venne revocato, per inutilizzo, dalla stessa Regione Emilia-Romagna.
«Nel 2014, con la decadenza del contributo regionale e a fronte della definitiva rinuncia da parte dell’amministrazione comunale di realizzare al posto di Casa Carri il nuovo centro diurno, in occasione dell’approvazione del nuovo Piano strutturale comunale (Psc) la parrocchia di Bagnolo chiese di poter disporre liberamente dell’immobile di sua proprietà per poter procedere alla sua alienazione, dando seguito alle volontà testamentarie della signora Carri destinandone il ricavato alla Fondazione Casainsieme – spiega il Comune –. L’amministrazione Casali non accolse la richiesta della parrocchia e modificò unilateralmente la destinazione urbanistica dell’immobile da “Attrezzature per l’assistenza e i servizi sociali di rilievo comunale” a “Attrezzature per il culto”, vincolandone l’uso a opere a servizio dell’attività parrocchiale, bloccandone, di fatto, qualsiasi utilizzo e avocando a sé qualsiasi futura decisione in merito all’utilizzo dell’area. Tale vincolo tenne bloccata la situazione per i 5 anni successivi, fino all’elezione della nuova amministrazione e del sindaco Gianluca Paoli, che si è reso immediatamente disponibile a trovare una soluzione al legato testamentario della signora Carri assieme alla parrocchia e alla Fondazione Casainsieme fin dalle prime settimane di insediamento. Con il passaggio in consiglio del 30 dicembre, al termine di due anni di proficui confronti e approfondimenti tra le parti, è arrivata finalmente alla conclusione una partita che, con il riconoscimento da parte del Comune del preminente interesse pubblico delle finalità assistenziali definite dal lascito testamentario della signora Carri, ha permesso di porre rimedio agli errori delle amministrazioni precedenti, consentendo alla parrocchia di liberarsi dai vincoli morali della donazione Carri e alla Fondazione Casainsieme di poter ampliare la propria offerta assistenziale alla popolazione anziana del paese.
Nello specifico, come previsto dall’accordo sottoscritto in municipio tra il sindaco Gianluca Paoli, il parroco don Guerrino Franzoni e il presidente della Fondazione Casainsieme Corrado Torreggiani, a seguito dell’approvazione da parte del consiglio comunale della variante al Regolamento urbanistico edilizio che ha rimodificato la destinazione urbanistica della proprietà Carri, l’immobile ritornerà all’originaria funzione di “Attrezzature per l’assistenza e i servizi sociali di rilievo comunale”, mentre l’area pertinenziale non utile alla futura struttura assistenziale assumerà destinazione residenziale al fine di essere posta in vendita, destinandone il ricavato a copertura delle spese per il recupero architettonico del fabbricato finalizzato all’ampliamento di Casainsieme.
L’accordo sottoscritto – precisa l’amministrazione comunale – non comporterà alcun impegno finanziario per il comune di Bagnolo, rimanendo interamente in capo alla Fondazione Casainsieme l’impegno di attuare le trasformazioni in esso previste e tutte le opere necessarie all’ampliamento e al recupero della struttura. Un grande risultato, fortemente perseguito dal sindaco Gianluca Paoli, frutto della leale e sincera un’unità di intenti che ha animato tutti i soggetti coinvolti (in primis, in discontinuità con il passato, l’amministrazione comunale) e capace di superare finalmente anni di impasse nell’esclusivo interesse della comunità bagnolese».
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