«Solo noi possiamo sciogliere le “vecchie” quarantene»
Bedeschi, direttore di Sanità pubblica: «Sarà questione di qualche giorno» Le nuove regole aiuteranno ad alleggerire e velocizzare il tracciamento
REGGIO EMILIA. Il decreto legge emanato nella notte tra il 30 e il 31 dicembre e la circolare ministeriale che è stata diramata nelle prime ore del 31 dicembre hanno cambiato le regole su quarantene e isolamenti.
«Queste nuove regole però – spiega Emanuela Bedeschi, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica – sono attuabili dal 31 dicembre per tutti i nuovi provvedimenti di quarantena e isolamento, mentre non hanno potere retroattivo su quelli in corso. Le persone che si trovavano già in regime di isolamento o quarantena, anche se rientrano nelle categorie che con il nuovo decreto legge e la nuova circolare ministeriale vedrebbero modificarsi le procedure, devono comunque aspettare dall’Ausl la comunicazione di fine provvedimento». Alla fine dell’anno i casi attivi erano 3.769, mentre i contatti diretti segnalati erano 4.238. «Ci vorrà qualche giorno per applicare la circolare e smaltire tutte le pratiche, chiediamo ai cittadini di avere pazienza – l’appello di Bedeschi – stiamo lavorando senza sosta sette giorni su sette, non ci siamo fermati nemmeno durante le feste. Ricordiamo che i provvedimenti di quarantena e isolamento in corso sono stati comunicati alla prefettura e alla questura, dunque senza la comunicazione da parte dell’Ausl della fine del provvedimento restano in vigore e non si può uscire di casa, men che meno per andare a fare un tampone in farmacia. In caso di inadempienza scatta il penale».
Sicuramente le nuove regole aiuteranno il Dipartimento di Sanità pubblica a sbloccare una situazione ormai ingestibile: oltre alle richieste di tamponi per i casi potenzialmente positivi con sintomi (che hanno l’appuntamento, dopo la segnalazione del proprio medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, solitamente dopo quattro giorni dalla richiesta), ci sono quelle per i contatti diretti, quelle per la fine del provvedimento e continuano quelle per i focolai in ambiente scolastico, oltre che il monitoraggio sul personale sanitario.
La sospensione dell’attività scolastica per le festività natalizie ha sicuramente aiutato, ma otto classi restano in quarantena (per un totale di 173 studenti), 101 classi sono state informate della presenza di singoli casi di positività (che non hanno dato avvio ad alcun iter perché la positività è stata riscontrata dopo l’inizio delle vacanze), e i focolai attivi sono nove (otto tra scuole primarie e scuole dell’infanzia, uno in una scuola media).
«Nel marzo del 2020 – ricorda il direttore generale dell’Ausl, Cristina Marchesi – mandavamo i tamponi molecolari a Parma e ne venivano refertati 100 al giorno. Il 16 marzo dello stesso anno, giorno in cui abbiamo potuto iniziare a usare i nostri laboratori, ne abbiamo refertati 350. Poi siamo passati a 800, mille, duemila al giorno. Adesso siamo alla capacità massima di 2.600-2.700 tamponi giornalieri. Entro la metà di gennaio, con l’acquisto di due nuovi macchinari, dovremmo arrivare a refertarne altri 1.300 al giorno».
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