Gazzetta di Reggio

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Commercio in cittÀ 

I saldi invernali partono tra le polemiche Le associazioni divise sulla loro abolizione

Roberto Fontanili

Ligabue (Confcommercio): «Meglio liberalizzare». Domenichini (Confesercenti): «Restano sempre una buona occasione» 

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. Per molti commercianti la stagione dei saldi, che in Emilia-Romagna inizia domani, ha ormai fatto il suo tempo. Un modello a detta dei commercianti che «andrebbe rivisto, se non abolito» e che non garantisce più, come in passato, di essere quel momento fondamentale per smaltire l’invenduto. Una posizione su cui si ritrovano i presidenti di Federmoda (Confcommercio), Giovanni Pergreffi e Cinzia Ligabue di Licam, l’associazione aderente a Lapam, mentre il presidente regionale di Confesercenti Dario Domenichini è più possibilista e ribadisce che «si tratta di una buona occasione per i clienti e per i negozi di prendere una boccata di respiro dopo un anno difficile».

«I saldi – commenta Cinzia Ligabue – arrivano dopo un Natale di luci e ombre, in cui sono andati bene gli articoli da regalo, profumerie e pelletteria, e meno bene alimentari e abbigliamento. Ma è arrivato il momento di rivedere i saldi, un modello che non funziona più». Sulla stessa falsariga Giovanni Pergreffi: «Se fosse per me i saldi li abolirei. È una posizione su cui Confcommercio regionale è divisa e sta discutendo anche perché il problema è che, come sempre, già a dicembre ci sono negozi che fanno sconti promozionali. Abbiamo fatto anche segnalazioni in tal senso e in regione sono stati fatti anche dei controlli. La cosa migliore sarebbe la liberalizzazione perché se si lavora onestamente e senza rincarare i prezzi non si può arrivare a sconti del 50-70%».

Confesercenti, dal canto suo, giudica positivamente anche l’accordo fra le Regioni per l’omogeneità del calendario dei saldi, ma sostiene anche che è ora di rivedere le norme attuali. «È positivo – spiega Domenichini – che vi sia una data unica dei saldi, almeno fra le regioni limitrofe, obiettivo che perseguiamo da anni. Ma si dovrà probabilmente ragionare sull’attuale normativa delle vendite promozionali, per evitare confusione e pratiche non sempre corrette da parte di diversi gruppi commerciali ma, soprattutto, dei grandi gruppi dell’on line che beneficiano di una tassazione irrisoria e propongono sconti quando vogliono durante tutto l’arco dell’anno». E proprio la concorrenza dei grandi gruppi, l’e-commerce e da ultimo l’arrivo del “Black Friday” hanno cambiato le cose «con i consumatori che non attendono più i saldi come accadeva fino a qualche anno fa».

Rispetto alle previsioni su come andranno i saldi per Cinzia Ligabue «le cose sono generalmente andate meglio rispetto al 2020, ma quello che è certo è che molti clienti sono timorosi per nuovi lockdown e anche per questo hanno già fatto acquisti». Chi invece spera nell’arrivo del freddo è Giovanni Pergreffi: «Solo la stagione ci potrà aiutare. A dicembre non abbiamo venduto capispalla ma solo camicie e maglieria. Se arriverà il freddo tutto si giocherà nei primi dieci giorni», conclude.

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