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Maltratta la moglie e le figlie era ai domiciliari, torna in cella

Tiziano Soresina
Maltratta la moglie e le figlie era ai domiciliari, torna in cella

Il 50enne non solo è stato allontanato dalla famiglia, come deciso dal giudice ma il tribunale di sorveglianza revoca pure la detenzione in casa per altri reati 

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Tiziano Soresina

CORREGGIO. Non solo è tornato in carcere lasciando la detenzione domiciliare (per pene pregresse che stava espiando), ma il 50enne ora accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie e delle due figlie è stato allontanato dalla casa familiare e non potrà avvicinare le tre donne che hanno fatto scattare l’inchiesta coordinata dalla pm Maria Rita Pantani.

cortocircuito psichico

E secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la situazione in famiglia è degenerata proprio durante la detenzione domiciliare.

Va pure detto che stiamo parlando di un uomo dall’equilibrio psichico precario, rimasto segnato dall’agguato che nel 1996 subì a Napoli, scampando alla morte ma con la scheggia di un proiettile che gli è rimasta fra la spina dorsale e la scatola cranica.

Un 50enne dai facili “cortocircuiti” se oltretutto affiancati dall’abuso di alcol, come accaduto nell’ottobre 2018 quando, dopo essere evaso dai domiciliari – di cui beneficiava nella sua abitazione per resistenza a pubblico ufficiale – era andato in un bar dove, come una furia, se l'era presa con un avventore picchiandolo perché si rifiutava di offrirgli da bere.

tre donne maltrattate

Stavolta i suoi eccessi d’ira si sono rivolti alla moglie e alle due figlie, per gli investigatori continue “vessazioni fisiche e psicologiche”, a cui a volte tutte e tre hanno assistito.

Relativamente alla moglie, alle tensioni si sono aggiunte sistematiche offese («Tu fai il cesso, mi faccio dare l’ergastolo, sei una stupida, sei ignorante, ti ci vogliono i pugni per capire le cose»), tirate di capelli, schiaffi e spintoni.

Atteggiamenti violenti rivolti anche alla figlia più grande, non solo schiaffeggiandola ma minacciando di fare una strage, alludendo al fatto di voler ammazzare il fidanzato e la sua famiglia.

E in certi momenti obbligava la ragazza a non uscire di casa.

Una ricostruzione investigativa che ha avuto due conseguenze: in primis l’applicazione della misura restrittiva – con ordinanza del gip Dario De Luca su richiesta della Procura – e a seguire il tribunale di sorveglianza che ha revocato la detenzione domiciliare, rispedendo il 50enne in carcere alla Pulce.

L’interrogatorio

Ieri mattina in tribunale a Reggio Emilia si è tenuto l’interrogatorio di garanzia: l’indagato è collegato via web dal carcere, l’avvocato difensore Federico De Belvis è presente in aula insieme al gip De Luca. Sull’accusa di maltrattamenti fra le mura domestiche, il 50enne ha dato la sua versione dei fatti.

Chiuso questo passaggio giudiziario, ora l’inchiesta si avvia verso la conclusione.

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