«Vanno tolti gli ostacoli per il ricambio tra generazioni»
REGGIO EMILIA. «Il tema del passaggio generazionale ci sta a cuore come associazione di imprenditori ed è molto rilevante per le prospettive future delle imprese che si basano su di un individuo o famiglia, come accade spesso nelle piccole realtà. È un tema che si intreccia anche con la scelta della formazione dei giovani e ha a che fare con occupazione e tenuta del tessuto socio economico». Gilberto Luppi, presidente generale Lapam Confartigianato, commenta così la ricerca dell’Ufficio Studi Lapam sul ricambio generazione nella provincia di Reggio Emilia.
Le imprese controllate da persona fisica o famiglia risultano essere 7.818 (il 73,6% del totale delle imprese attive reggiane con più di 3 addetti esclusa l’agricoltura), mentre in Emilia Romagna si attestano al 72,6%. Nel dettaglio settoriale, le imprese familiari reggiane si concentrano nel Commercio all'ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli ( 75,1%), a seguire vi sono i Servizi non commerciali (74,9%), il settore Manifatturiero esteso (72%) e le Costruzioni (70,4%). Sulla base degli ultimi dati Istat disponibili, aggiornati al 2018, il 4,6% delle imprese familiari reggiane ha effettuato un passaggio generazionale più di 3 anni prima, con un’incidenza superiore alla media regionale (3,7%). Negli ultimi 3 anni si sono registrati ricambi generazionali nel 4,6% delle imprese familiari reggiane a fronte del 5,2% in Emilia-Romagna; mentre lo 0,8% delle imprese ha intenzione di effettuare il passaggio l’anno successivo, con valori leggermente inferiori alla media regionale (1,1%). Il 10.6% delle imprese familiari reggiane non ha ancora attuato il ricambio generazionale, ma lo considera possibile nei prossimi 5 anni, tuttavia nella stragrande maggioranza delle imprese, il 79,3%, il ricambio generazionale non è né avvenuto né previsto, in linea con la percentuale regionale che si attesta al 79,8%.
Tra le imprese che hanno già compiuto un ricambio generazionale al momento della rilevazione o hanno in programma di effettuarlo l’anno successivo, il 96,7% nella provincia di Reggio Emilia, coinvolgono altri membri della famiglia, mentre il restante il 3,3% hanno vissuto o prevedono un ricambio generazionale al di fuori dell’ambito familiare.
Il 47% delle imprese familiari reggiane afferma di non avere incontrato alcun ostacolo o difficoltà nell’affrontare il passaggio generazionale, mentre tra quelle che vedono problemi le principali difficoltà sono l’assenza di eredi o successori interessati e/o qualificati (per il 20,4% nella provincia di Modena); le difficoltà burocratiche, legislative e/o fiscali (15,2%); le difficoltà nel trasferire competenze e/o contatti con clienti e fornitori (14,3%) e le difficoltà economiche e/o finanziarie (10,1% delle imprese familiari modenesi).
«Questi dati – sottolinea il presidente Lapam – mettono in evidenza che le qualifiche degli eredi sono molto importanti e che vanno tolti gli ostacoli al ricambio generazionale, ma anche che occorre ragionare, dove non si può fare diversamente, di un ricambio che non passi da genitori a figli, ma verso dipendenti o altre figure che possano far andare avanti l’azienda, per preservarne know how, occupazione e mercato».
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