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L’inchiesta sui ladroni georgiani 

Furti nelle case, primi 8 alla sbarra ma il processo stenta a decollare

Tiziano Soresina
Furti nelle case, primi 8 alla sbarra ma il processo stenta a decollare

Da due mesi solo rinvii del procedimento. Nel mirino quattro capi ed altrettanti affiliati della banda

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Reggio Emilia. Sta davvero faticando ad avere uno sbocco giudiziario l’imponente l’operazione “Kanonieri kurdi”. Partita nel 2015 da un’intuizione della polizia per “scavare” sul singolare monopolio dei georgiani nei colpi seriali in abitazione e nella disponibilità di ingenti quantità di gioielli d’oro, l’indagine si è poi dilatata a dismisura, arrivando a 62 indagati con l’associazione a delinquere (finalizzata a furti, rapine e riciclaggio) come reato più grave contestato. Di questa maxi inchiesta – coordinata dalla pm Isabella Chiesi – dal novembre scorso non riesce ad incardinarsi in tribunale un primo troncone con otto georgiani alla sbarra (sei sono in carcere, due agli arresti domiciliari).

Una serie di “frenate” – in un’udienza il cambio di un avvocato difensore da qui la richiesta del nuovo legale di uno slittamento per studiare gli atti, in un’altra “tappa” la mancanza dell’interprete e poi un imputato non presente in aula come suo diritto perché non trasferito dal carcere – stanno tenendo in scacco questo procedimento davanti al collegio giudicante presieduto da Simone Medioli Devoto (a latere le colleghe Chiara Alberti e Michela Caputo). Vedremo se a fine gennaio – ad oltre due mesi dall’inizio del processo – la situazione si sbloccherà.

E stiamo parlando di un’odiosa e florida attività come i furti a raffica nelle abitazioni reggiane, con risvolti investigativi tutti da scoprire ed ovviamente da dimostrare in aula, ma che si annunciano piuttosto interessanti. Ma chi sono gli otto imputati georgiani? L’accusa li suddivide in due ruoli: capi che coordinano le singole “cellule” oppure partecipi attivi della banda. Quattro quelli indicati con funzioni di vertice: Shalva Androsian (detto Shako, 34 anni, difeso dagli avvocati Massimiliano Pergetti e Nicola Tria), Sasha Komorov (44 anni, tutelato dal legale Carmen Capoccia). Karl Svobodny (detto Anton, 37 anni, assistito dall’avvocato Mattia Fontanesi), Jemali Tevzadze (47 anni, difeso dal legale Carlo Lombardi). Gli altri quattro sono definiti dalla pm Chiesi come “operativi”: Giorgi Bigvava (43 anni, assistito dal legale Claudio Zadra), Imeda Mosellani (42 anni, tutelato dagli avvocati Federico Bertani e Nicola Tria), Rati Rekhviashvili (34 anni, difeso dal legale Giuseppe Caldarola) e Davuti Tcheishvili (detto Duru, 30 anni, tutelato dall’avvocato Gianpaolo Cristofori).

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, siamo di fronte ad un’organizzazione ramificatasi in varie città italiane (in primis a Reggio Emilia, ma anche a Roma, Bari, Torino) per compiere per lo più furti in abitazione (complessivamente la maxi inchiesta svolta dalla squadra mobile ha identificato 113 raid, non tutti contestati in questo primo troncone processuale). Un gruppo criminale che non sarebbe solo gerarchicamente ben strutturato, ma ha caratteristiche e codici di comportamento ben definiti: utilizza beni comuni (auto, case di copertura, attrezzi, documenti contraffatti); ha una cassa comune (denominata obshak, in cui viene versato il denaro arraffato illecitamente); per l’efferazione delle serrature utilizza la tecnica conosciuta come key bumping ( metodo per aprire le serrature a cilindro di porte e lucchetti con una chiave detta "ad urto", appositamente sagomata, utilizzata in combinazione con uno strumento percussore, come un martello); controlla l’ingresso di georgiani in Italia da avviare al crimine; pur rimanendo autonomo, si rifà al modo di operare dell’articolazione di matrice sovietica-georgiana denominata Vory V Zakoni o Thieves in Law (ladri nella legge o ladri di legge); prevede una sorta di “mutua assistenza” nel caso di arresto degli affiliati; organizza la spedizione in Ucraina di parte dell’ingente refurtiva (nel Reggiano raggranellata fra il novembre 2015 e il luglio 2020).

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