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La centenaria Acer lancia nuove sfide per sostenere i bisogni sociali

La centenaria Acer lancia nuove sfide per sostenere i bisogni sociali

Intervista al presidente dell’Azienda casa Marco Corradi «La pandemia ci ha posto di fronte a tanti disagi e povertà»

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REGGIO EMILIA. Per l’Azienda Casa Emilia Romagna (Acer) di Reggio Emilia si è appena chiuso un anno tanto importante quanto complesso: la ricorrenza del centenario è coincisa con uno degli anni più difficili per le persone fragili e le fasce sociali più deboli della popolazione, quelle a cui Acer è dedicata.

Facciamo il punto dell’attività, con lo sguardo rivolto soprattutto al futuro e ai progetti in cantiere, con il presidente Marco Corradi.

«Il nostro territorio è fortemente attrattivo: negli ultimi anni sono arrivati molti lavoratori, studenti, giovani famiglie che hanno generato ricchezza culturale ed economica, ma anche nuovi bisogni abitativi e sociali».

Questa evoluzione della società ha influito sull’attività di Acer?

«La nostra Azienda ha celebrato quest’anno cento anni di attività e da sempre si prende cura dei bisogni abitativi delle fasce sociali più deboli della popolazione. Grazie alla legge regionale 24/2001, integrata con la legge regionale 24/2013, Acer oggi è uno strumento molto flessibile e dinamico al servizio delle Amministrazioni pubbliche, in grado di integrare le azioni attuative delle Politiche abitative con le Politiche sociali; questo ci permette di evolvere rapidamente, di creare alleanze e reti per realizzare un gioco di squadra con i diversi attori del territorio e rispondere in modo adeguato ai nuovi bisogni delle persone».

La pandemia ha condizionato la vita di tutti, in particolare quella delle persone socialmente più fragili: come è cambiata l’attività di Acer in questi ultimi due anni condizionati dal Covid?

«La pandemia ci ha posto di fronte a nuovi disagi e a tante nuove povertà: la perdita del lavoro per molti nostri inquilini che già vivevano di lavori precari, ma anche la difficoltà di molte famiglie che non sono state più in grado di sostenere i costi di affitto in un alloggio privato e che quindi hanno dovuto rivolgersi ad Acer, per non parlare poi della condizione di solitudine degli anziani e delle persone fragili. Nei lunghi periodi di lockdown, ci siamo attivati in una rete di solidarietà che ha coinvolto i nostri dipendenti e alcune associazioni che operano sul territorio, abbiamo fornito i servizi essenziali alle persone sole e agli anziani, portando gli sportelli di Acer direttamente nei quartieri popolari, affinché nessuno si sentisse abbandonato».

Prendersi cura dei bisogni abitativi, significa prendersi cura anche delle persone che abitano gli alloggi pubblici? Acer non è solo gestore di alloggi?

«Prendersi cura dei bisogni abitativi delle persone per noi significa innanzitutto capire i cambiamenti sociali, interpretare i nuovi bisogni e quindi offrire attività e servizi adeguati, a cominciare da un’offerta abitativa differenziata: oltre al canone sociale, gestiamo alloggi a canone calmierato, alloggi per studenti e lavoratori, anche con contratti a brevissimo termine, per facilitare la permanenza nel nostro territorio. Inoltre, abbiamo l’Agenza per l’Affitto, uno strumento che permette di gestire alloggi di proprietà privata, tramite cui abbiamo risposto finora al bisogno abitativo di 565 famiglie di ceto medio cadute in difficoltà. Iniziative che hanno sicuramente contribuito a rendere il nostro territorio più attrattivo e a calmierare i prezzi di mercato. Nel corso degli ultimi anni abbiamo lavorato molto anche sui servizi di gestione sociale, avviando una serie di attività innovative orientate al benessere di comunità».

Oggi si parla di benessere abitativo, ma cosa significa realmente?

«Il benessere abitativo – prosegue il presidente Corradi – è dato da una serie di fattori che attengono alla sostenibilità dell’alloggio: il costo dell’affitto e delle spese condominiali, la qualità, il comfort, la sicurezza e l’accessibilità dell’alloggio, gli spazi verdi, la mobilità e i servizi essenziali. Ma è dato anche dalla qualità delle relazioni tra le persone che abitano il condominio. Per creare questa condizione Acer Reggio Emilia, insieme a istituzioni, servizi sociali, enti e associazioni di volontariato, lavora per creare reti di solidarietà nei condomini e nei quartieri, nella convinzione che sviluppare il senso di comunità aiuti la diffusione di buone pratiche, incentivi all’aiuto reciproco, anche attraverso lo scambio di prodotti e servizi, in una logica di economia circolare, con indubbi benefici per la cura e la salvaguardia del patrimonio pubblico».

Un patrimonio immobiliare residenziale pubblico oggetto di grandi interventi di riqualificazione e grandi investimenti. A che punto siamo?

«Nel corso degli ultimi 20-30 anni sono stati attuati piani vasti di riqualificazione e rigenerazione urbana a cui sono stati affiancati programmi di manutenzione straordinaria, efficientamento energetico, abbattimento delle barriere architettoniche e ripristino di alloggi vuoti, che hanno contribuito ad accrescere il valore del patrimonio di edilizia residenziale pubblica dei Comuni della nostra provincia, cambiato il volto dei fabbricati e di interi quartieri e migliorato le condizioni di comfort e di sostenibilità per gli inquilini. Nel solo comune capoluogo sono stati riqualificati tutti i quartieri di edilizia residenziale pubblica, con interventi di riqualificazione, demolizione e ricostruzione come nei quartieri Compagnoni, Foscato, Mascagni, Stranieri e Magenta. Interventi su tutto il territorio provinciale che hanno comportato investimenti per oltre 150 milioni di euro e creato un effetto volano anche sugli edifici privati».

Pochi giorni fa Acer ha presentato il bilancio preventivo 2022? Su cosa lavorerete nel corso dell’anno appena cominciato?

«Acer continuerà nell’attività di ricerca di fondi e finanziamenti a supporto dei Comuni, per la programmazione di interventi a favore dell’housing sociale e svilupperà ulteriori iniziative per dare sempre più risposte al bisogno abitativo. Si continuerà a investire sui servizi tecnici, sempre più specializzati nella rigenerazione urbana, nell’efficienza energetica e nella manutenzione».

«Continueranno anche – aggiunge – le collaborazioni con enti di ricerca e università per sperimentare nuovi materiali, tecnologie e processi innovativi, finalizzati al miglioramento qualitativo degli edifici e alla diffusione di una nuova cultura dell’edilizia, sempre più orientata al risparmio energetico e al benessere abitativo».

Avete anche altri progetti che volete realizzare in questo 2022?

«Altrettanto impegno sarà dedicato a iniziative per la creazione di comunità coese e inclusive, per favorire processi di miglioramento della qualità di vita nei condomini e nei quartieri, anche attraverso la promozione di comunità di condominio orientate alla solidarietà e allo scambio di beni e servizi – conslude il presidente Marco Corradi –. L’Azienda, inoltre, sta affrontando un ulteriore salto tecnologico che permetterà di migliorare la capacità gestionale e l’efficienza, facilitare il dialogo con i Comuni e con gli inquilini ed elaborare grandi quantità di informazioni per fornire risposte sempre più adeguate ed efficaci».

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