Boom di quarantene L’azienda sanitaria cerca alberghi Covid
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA. L’azienda sanitaria cerca di nuovo camere d’albergo per l’isolamento delle persone che sono obbligate alla quarantena ma non possono trascorrerla a casa propria. Ve n’è ancora la necessità che si era ripetutamente presentata negli ultimi due anni. Siamo molto lontani dai numeri dei decessi e dei ricoveri ospedalieri dovuti al Covid 19 che si registravano allora, ma l'aumento vertiginoso dei contagi, favorito dal diffondersi della variante Omicron, fa crescere altrettanto rapidamente le misure di segregazione temporanea di chi è risultato positivo al tampone o ha avuto contatti con un contagiato, malgrado la recente riduzione della durata della quarantena e la quasi libera circolazione di chi ha ricevuto la terza dose del vaccino.
Fatto sta che l’Ausl ha pubblicato il 31 dicembre sull'Albo pretorio informatico un avviso esplorativo di mercato rivolto agli alberghi della provincia che possono metterle a disposizione o l’intera struttura o una parte di essa separata dal resto per accogliere le persone da sottoporre a sorveglianza sanitaria in un luogo diverso dalla loro residenza o dal loro domicilio nel periodo compreso fra il primo marzo e il 30 giugno prossimi. L’azienda sanitaria stipulerà specifici contratti con gli albergatori che possano fornire almeno venti camere, ma pagherà fino a un massimo di 30 euro più Iva al giorno pro-capite soltanto per quelle che saranno effettivamente occupate, garantendo in ogni caso il pagamento giornaliero di un minimo di cinque camere. Qualora ne venisse meno il fabbisogno l'Ausl potrà risolvere il contratto con un preavviso di quindici giorni. Le strutture ricettive, che potranno eventualmente essere utilizzate anche per ospitare persone a carico dell'Ausl di Modena, devono rispondere a requisiti tassativi. Devono essere ubicate nel territorio provinciale, avere camere con bagno dedicato e garantire il completo superamento di ogni barriera architettonica, sia nei percorsi esterni, sia nei locali interni. La parte dell'albergo riservata al Covid deve avere un accesso proprio e indipendente, un portierato, personale che collabori alla distribuzione dei pasti agli ospiti e la possibilità di un locale destinato al personale sanitario di supporto. È obbligatorio il rispetto delle condizioni di sicurezza, funzionalità e benessere e delle normative in materia impiantistica, antinfortunistica e di prevenzione degli incendi. Sono richieste l'utilizzabilità di un ascensore, se la struttura è a più piani, e la presenza di un'area di parcheggio nelle immediate vicinanze. Ogni camera deve essere fornita di Tv, connessione Wi-Fi, servizi igienici dotati di acqua calda e fredda, riscaldamento e raffrescamento. Il servizio di reception deve funzionare per 24 ore nei giorni feriali e festivi L’accesso alla struttura o alla parte messa a disposizione sarà garantito esclusivamente alle persone individuate dall’Ausl, siano ospiti, operatori sanitari o incaricati. L'albergatore non sarà responsabile dell’eventuale violazione dell’obbligo di isolamento fiduciario da parte dell’ospite. Dovrà però segnalarne l’allontanamento o il comportamento non corretto al referente dell’Ausl e al 112. Rimarranno a carico dell’Ausl le sanificazioni e le pulizie delle camere, la fornitura dei pasti e il ritiro dei rifiuti speciali. I titolari di strutture ricettive interessati all'offerta dell'azienda sanitaria possono presentare le proprie proposte indicando il prezzo e dichiarando il possesso dei requisiti, l'assenza dello stato fallimentare, di concordato preventivo, di liquidazione coatta o amministrazione controllata o la pendenza di una di tali procedure, l'assenza di condanne penali o altre misure per reati contro il patrimonio e la Pubblica Amministrazione o di tipo mafioso.
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