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la critica del sindacato 

Cgil: «Vaccino obbligatorio? Dovrebbe esserlo per tutti»

Cgil: «Vaccino obbligatorio? Dovrebbe esserlo per tutti»

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reggio emilia. «Obbligare il vaccino per tutti: una soluzione netta ma equa, e trasversale, contestabile ma comprensibile a tutti. Ricostruire la rete dei tracciamenti. Utilizzare lo smart-working laddove compatibile». E poi: «La dad non va esclusa come opzione, ma va praticata con coscienza e soprattutto va resa efficace e inclusiva e non vissuta come “toppa” peggiore del buco». Dura la critica della Cgil di Reggio al nuovo decreto anti Covid. Un testo definito dal segretario provinciale, Cristian Sesena, come «non risolutivo» e che «non può rappresentare la soluzione. Al contrario: complica ai limiti del bizantinismo un quadro di regole confuso prossimo alla inapplicabilità. Obbligo vaccinale? Sì ma solo per gli over 50. Chi verifica l’obbligo? Il datore di lavoro attraverso il super green pass. E per chi non lavora? Il super green pass manda in soffitta il green pass ordinario? Solo in parte. A scuola regimi diversi a seconda dell’età degli studenti e dell’ordine e grado, con rischio costante di ritorno in Dad, e in taluni casi di discriminazione a danno di incolpevoli ragazzi». In una fase critica, prosegue Sesena, «il governo sceglie di non decidere, di insistere con strumenti già rivelatesi divisivi e per giunta poco efficaci». L’accusa è chiara: «Ci siamo fatti trovare impreparati all’ennesima ondata. Lascia l’amaro in bocca la lettera aperta della dottoressa Marchesi costretta a giustificarsi per inefficienze davvero poco riconducibili a chi lavora con dedizione in un sistema sanitario pubblico ancora una volta lasciato solo al suo destino. Ma non doveva essere la sanità pubblica il primo destinatario di ogni investimento, e i suoi operatori costante oggetto di valorizzazione professionale?». Insomma, conclude, occorre «investire in sanità. Non è più tempo di retorica, di ringraziamenti pelosi, di chiacchiere al vento. O si crede nel modello o non ci si crede. Questo virus non ammette ignoranza e tanto meno ignavia».

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