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«Il problema è Fer e il suo duplice ruolo Anche i treni elettrici non basteranno»

Il sindaco di Bagnolo, Gianluca Paoli, da tempo in prima linea «Il sistema di sicurezza scelto è già destinato all’abbandono»


08 gennaio 2022 A.C.


BAGNOLO. «Confermo che qui gli ascensori non sono mai entrati in funzione». Esordisce così il sindaco di Bagnolo, Gianluca Paoli, interpellato sui tre ascensori installati nella stazione di Bagnolo già dal 2007 e che Elena Sberveglieri – cittadina, pendolare e suo malgrado attivista da anni nel denunciare i disagi della linea – ha segnalato.

E sullo stato delle infrastrutture ferroviarie presenti su territorio bagnolese, Paoli che a sua volta da quando è sindaco e anche da prima non manca di denunciare e sollecitare soluzione, aggiunge: «Risale a dicembre 2017 un incendio che ha distrutto il tetto della stazione. A maggio del 2020 la Regione Emilia-Romagna aveva annunciato i finanziamenti per i lavori di rifacimento della copertura della stazione per 250mila euro, ma i lavori sono partiti solo a luglio 2021. Una volta finito il cantiere, per far tornare gli utenti nella sala d’attesa, ci sarà da attendere l’agibilità».

Insomma, a distanza quasi cinque anni dall’incendio, non si vede la fine di questa vicenda e il momento in cui la stazione dei treni di Bagnolo potrà tornare completamente in uso agli utenti. «Le tempistiche rimangono incerte – conferma il primo cittadino di Bagnolo in Piano – ma auspichiamo che riapra entro la primavera».

Sindaco Paoli, di fatto quindi la stazione di Bagnolo è fuori uso da ormai quattro anni. Cosa avete fatto in questo lasso di tempo per arrivare finalmente a una soluzione della situazione?

«Da quando sono sindaco, la mia amministrazione si è mossa affinché rimanesse viva l’attenzione sul problema. Si tratta di un’infrastruttura a carico di Fer che per più di due anni aveva dichiarato di non avere le disponibilità economiche per mettere mano al problema. A febbraio 2020, durante un incontro a Bologna assieme agli altri sindaci della tratta Reggio Emilia-Guastalla, chiesi espressamente che intervenisse la Regione e finalmente a maggio del 2020 la Regione si è decisa a stanziare delle risorse straordinarie. Benché fosse già conclusa la gara di affidamento, l’inizio dei lavori è rimasto bloccato in attesa del parere della Sovraintendenza dei beni culturali, essendo la stazione un immobile vincolato. Ottenuto il nullaosta a gennaio del 2021, poi sono serviti altri sei mesi per l’inizio dei lavori».

Come amministrazione comunale, quali mezzi avete per cercare di cambiare la rotta?

«L’unica possibilità, perle amministrazioni locali, è fare massa critica. In tal senso, confermo l’esistenza di un tavolo di confronto tra sindaci, amministratori regionali e gestori del servizio ferroviario. Sotto la sollecitazione dei sindaci dei territori attraversati dalle tre linee locali gestite da Fer – Reggio-Guastalla, Reggio-Sassuolo, Reggio-Ciano d’Enza – in cui a settembre del 2021 si sono verificati, per l’ennesima volta, pesanti disservizi con l’inizio dell’anno scolastico, il presidente provinciale dell’Agenzia per la mobilità – ente di tutela degli utenti e di controllo della qualità del servizio, presieduto dal sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti – ha chiesto e ottenuto un incontro, avvenuto il primo dicembre, tra sindaci, l’assessore regionale ai trasporti Andrea Corsini e Fer, rappresentata da alcuni dirigenti. Purtroppo mancava qualcuno in rappresentanza di Tper, ma è emersa la volontà da parte di tutti gli enti coinvolti di garantire particolare attenzione alle tre linee provinciali e trovare soluzioni ai problemi e alle criticità riscontrate. Un nuovo incontro di aggiornamento dovrebbe essere convocato nelle prossime settimane».

Di chi ritiene possa essere la responsabilità di questi problemi che si trascinano da anni, sulle linee ferroviarie locali reggiane?

«La Regione ha affidato la gestione dell’infrastruttura ferroviaria a Fer e il servizio di trasporto passeggeri a Tper, che cura personale e treni. Fer è un’azienda partecipata al 100% dalla Regione, per cui i Comuni attraversati dalle linee ferroviarie non hanno voce in capitolo, non essendo soci. Tper ha composizione societaria sia pubblica che privata, nel reggiano è partecipata da Act. Ciò detto, ritengo che l’ostacolo maggiore alla risoluzione dei problemi risieda nella duplice veste di Fer, in qualità sia di ente affidante del servizio che di soggetto deputato al monitoraggio degli obblighi di servizio e degli standard minimi di qualità disciplinati nel contratto di servizio. Tale sovrapposizione di ruoli, non configura, a mio giudizio, le condizioni migliori e più trasparenti per l’accertamento delle responsabilità, in caso di disservizi».

Lei è a capo di una lista civica. Qual è la vostra posizione sul problema e quali secondo voi le strade per risolverlo?

«Anche a fronte dei massicci investimenti di questi ultimi anni, abbiamo sempre detto che per noi il problema non risiedeva nella disponibilità di risorse finanziarie, ma nella mancanza di adeguate capacità gestionali, che possono essere riacquistate solo con un radicale cambiamento dei vertici apicali di Fer che lasci spazio a competenze e doti manageriali. Alle ultime elezioni regionali, io e la mia lista civica Bagnolo Viva, che non ha affiliazioni partitiche di alcun tipo, dichiarammo che avremmo appoggiato chi si fosse mosso in forte discontinuità con il passato, facendosi carico del cambiamento, invito rivolto a tutti, anche al presidente Bonaccini. Ha cambiato l’assessore, ma i vertici Fer sono rimasti al loro posto».

L’elettrificazione della linea, che dovrebbe concludersi a breve, con i nuovi treni elettrici, secondo lei risolverà tutti i problemi della Reggio-Guastalla?

«Il termine dei lavori per tutte le tratte è previsto entro l’estate, ma ritengo, come hanno già detto in tanti, che i treni elettrici non risolveranno tutti i problemi. Certamente saranno più affidabili garantendo meno ritardi e meno inquinamento e meno rumore, ma i benefici sulla qualità del servizio sono tutti da provare. Ad esempio, se non miglioreranno di pari passo la gestione del personale e della comunicazione all’utenza, rischiamo che tanti disservizi continuino a ripetersi. In ogni caso, il prossimo anno scolastico, a settembre del 2022, dovrebbe partire con le linee elettrificate, quindi avremo subito la prova se i problemi finalmente si risolveranno».

La cosiddetta “metropolitana di superficie” è un progetto in cantiere da tanti anni, ma non si è mai realizzato. Cosa ne pensa?

«Si tratta di un progetto ambizioso, di cui però si sente parlare da troppi anni, invano, per non nutrire grossi dubbi sulla sua realizzazione. Non è mai stata fatta, nonostante comparisse già nei programmi elettorali del 2009, a cui fecero seguito una lunga lista di proclami, culminati nel 2015 con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra sindaci e Province di Reggio Emilia e Mantova, che però è rimasto lettera morta. Bisogna passare dagli annunci propagandistici a una programmazione concreta».

Un tema attuale è la soppressione dei passaggi a livello nei territori attraversati dalla linea. Cosa ne pensa?

«A nostro giudizio, una valida alternativa poteva essere rappresentata dalla sostituzione del sistema di sicurezza Scmt (Sistema controllo marcia treno) con altri più efficaci. È appena stato installato da Fer, peraltro con notevoli ritardi, sulle nostre linee regionali, ma è già destinato ad essere dismesso da Rete ferroviaria italiana a partire dal 2026, con completo abbandono entro il 2035, a favore del più moderno sistema Ertms, basato su comunicazioni radio, che abbrevia al minimo i tempi di chiusura dei passaggi a livello. Purtroppo il ritardo accumulato e le risorse già impegnate ci costringono a proseguire con il Scmt. Peccato, una mancanza di visione che impedirà per anni di risolvere davvero il problema dei passaggi a livello».

A.C.

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