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il ricordo DI ENRICO TONDELLI 

Si è spento “Ninni” instancabile volontario della Casa della Carità

Am.P.
Si è spento “Ninni” instancabile volontario della Casa della Carità

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reggio emilia. «Ninni non era solo un soprannome, ma un ricordo d’infanzia. I nostri genitori erano entrambi sordi e, pur avendolo chiamato come il nonno, non riuscivano a pronunciare bene quel nome. Una zia ebbe il colpo di genio di chiamarlo Ninni: tutti noi familiari abbiamo sempre usato quell’appellativo». Enrico Tondelli, 74 anni, si è spento martedì scorso alle 22 nella Casa della Carità San Giuseppe di via Fratelli Rosselli, a Pieve, dove per un decennio è stato un pilastro del volontariato.

Da giovane e per l’intera vita lavorativa Tondelli ha svolto il mestiere di geometra, in uno studio privato a Parma facendo il pendolare. Fino alla pensione, scattata una decina di anni fa.

«Da quel momento è entrato in contatto con l’istituto religioso, dove ha svolto ininterrottamente attività di volontariato – spiega il fratello – Svolgeva i lavori più umili e scomodi, prendendosi cura dei malati. Nella struttura si è dedicato anima e corpo alla cura degli altri, dei deboli, dei bisognosi, facendosi voler bene da tutti».

Fino alla scoperta della malattia, avvenuta nell’estate scorsa. «Da agosto è stato ospitato nella Casa della Carità – prosegue il fratello – In questi giorni i sacerdoti hanno esaltato le sue doti nelle funzioni religiose. Sono grato in particolare ad una suora, che mi ha inviato un messaggio commovente».

«Con la discrezione e l’eleganza che l’hanno sempre contraddistinto Enrico ci ha salutato – recita il ricordo della responsabile – Durante l’estate scorsa, dopo il ricovero ospedaliero, ha chiesto di venire accolto in Casa della Carità per vivere qui le fasi della sua malattia. Purtroppo i passaggi sono stati molto rapidi; forse non eravamo pronti a lasciarlo andare adesso, avremmo voluto godercelo ancora un po’. Dopo aver servito il Signore negli ospiti per tanti anni, Enrico si è trovato ad aver bisogno di aiuto e si è lasciato servire, dimostrando tanta tanta gratitudine verso l’intera comunità. Dopo aver coccolato per anni gli ospiti grandi e piccini si è lasciato coccolare e ha gustato ogni momento della vita di Casa: dalla preghiera che tanto amava a potersi rendere ancora utile in piccoli lavoretti, ma soprattutto ci ha fatto tanto bene la sua presenza di pace. Dopo averci portato ovunque con la sua automobile ha accettato di cambiare passo e di lasciarsi condurre. È stato papà, fratello e nonno, amico che si prende cura, ha introdotto tanti ausiliari al servizio ai piccoli di casa, senza mai cercare meriti o riconoscimenti, con un cuore grande e generoso».

La famiglia ha dato notizia del decesso a funerali avvenuti. «Ninni era legatissimo soprattutto alla nipote Chiara, mia figlia, che lui considerava come figlia propria, dimostrandole una dedizione rara».

Am.P.

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