Un’opera dell’Asioli e due busti lignei Il Comune dà il via ai restauri
Incaricate due ditte a garanzia della continuità stilistica Il dipinto rappresenta l’incoronazione della Madonna
CORREGGIO. Anche nel corso dell’ultimo anno il Comune di Correggio ha continuato a perseguire una politica di recupero e valorizzazione del proprio patrimonio storico-artistico, promuovendo il restauro di numerose opere d’arte, tra cui la grande pala della “Madonna con Bambino in gloria”, copia da Guido Reni, di Luigi Asioli e due preziosi busti-reliquiario in cartapesta e legno, di manifattura romana, della fine del XVII secolo.
Il quadro dell’Asioli, che fa parte del corredo decorativo della chiesa della Madonna della Rosa, rappresenta “L’incoronazione della Vergine” ed è posto in posizione speculare rispetto alla pala, della quale costituiva il completamento. Le opere sono state affidate a Cristina Lusvardi. L’affidamento a questa ditta risponde anche alla necessità di assicurare la continuità stilistica nel restauro di uno stesso ciclo decorativo.
L’intervento è stato approvato anche dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna.
In quanto ai due preziosi busti-reliquiario in cartapesta e legno, di manifattura romana, con questi l’amministrazione comunale intende portare a compimento un recupero iniziato già dieci anni fa. Allora dalla chiesa di San Giuseppe furono salvate e restaurate dalla ditta Roberta Notari, in collaborazione con altra restauratrice, due preziosi busti-reliquiario, coppia che faceva parte di un complesso di quattro busti, di due dei quali si erano perse le tracce, ma che poi, fortunosamente, sono state individuate nell’estate scorsa, portando al loro recupero.
È stato richiesto un preventivo sempre alla ditta Roberta Notari di Reggio Emilia, che si occupò del recupero degli altri due busti dieci anni fa, e che ha presentato due preventivi per un totale di 7.120 euro, Iva esclusa, poi accettati dall’amministrazione.
Una delle caratteristiche precipue dei lavori di restauro di apparati decorativi univoci è la congruità stilistica nell’intervento su tutti i pezzi componenti, volendo dunque completare il recupero del corpus dei crocefissi lignei provenienti dalla chiesa di San Francesco con il restauro del Cristo deposto della metà circa del XV secolo, ultimo elemento di un Compianto andato disperso, i servizi culturali del Comune hanno ritenuto opportuno affidare l’intervento alla stessa ditta Notari, che ha eseguito il restauro di tutti i crocefissi e degli altri apparati lignei provenienti dalla chiesa di San Francesco ed esposti nella Sala del rinascimento del Museo e nella chiesa di San Francesco. Anche in questo caso i progetti per i lavori di restauro sono stati approvati dalla Soprintendenza.
Mauro Pinotti
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