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Il basket piange Ivano Bertolani fondatore della Jolly Lampadari

Ambra Prati
Il basket piange Ivano Bertolani fondatore della Jolly Lampadari

“Golia” è morto a 71 anni, stroncato da un infarto. Per vent’anni ha sponsorizzato il Basket 2000

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Ambra Prati

reggio emilia. È morto a 71 anni Ivano Bertolani, detto Golia, fondatore della storica ditta Jolly Lampadari e sponsor ventennale del basket reggiano. È stato colto da un malore – un attacco cardiaco rivelatosi fatale – sabato scorso, poco prima di mezzogiorno, nella sua abitazione di Borzano di Albinea.

«Non ce lo aspettavamo, stava bene. Nella sua esistenza aveva superato ben di peggio, compreso un tumore», racconta il figlio Denis.

La Jolly Lampadari è stata fondata nel 1960. In una intervista alla Gazzetta di Reggio Bertolani raccontava di aver iniziato l’attività «a diciassette anni, in una cantina vicino al ponte di San Pellegrino, per poi trasferirci e ampliarci». Prima in via Bligny e poi a Mancasale, con una mostra di illuminazione e una produzione artigianale dove hanno lavorato fino a 45 dipendenti. Negli anni d’oro l’azienda fatturava 7 milioni di euro all’anno, contava 240 centri commerciali sparsi in tutta Italia più l’export in Canada, Russia e Cuba.

In seguito, un ridimensionamento delle attività e successivamente, nel 2016, il trasloco a Puianello, il ritiro e il passaggio di testimone al figlio Denis.

Il marchio Jolly è rimasto sulle divise del Basket 2000, la società della quale Bertolani è stato sponsor per più di vent’anni, fino alla stagione 2015-2016. Tant’è che quando la società di pallacanestro ha affiancato alla prima squadra il settore giovanile, con tanti bambini e ragazzi, è stata intitolata Basket Jolly in virtù del legame con l’imprenditore.

Da qui il messaggio di cordoglio e gratitudine pubblicato ieri sui social dalla Fip (la Federazione italiana pallacanestro) di Reggio Emilia: «Il basket reggiano piange Ivano Bertolani, un grande appassionato che ha contribuito alla crescita di tantissimi giovani cestisti».

Oltre che di pallacanestro, Bertolani era un appassionato anche di numerosi altri sport: nel tempo libero lo si vedeva spesso allo stadio, a tifare Reggiana, oppure in sella alle sue amate moto, spesso d’epoca, che assemblava e restaurava da solo.

Un amante anche dei viaggi: sulle due ruote aveva attraversato l’America coast to coast, sulle orme di Easy Rider.

«Era uno spirito libero», aggiunge Denis con la voce rotta dal pianto.

«Mi ha avvisato il figlio, ho accolto con dolore la notizia», dice Umberto Messori, dirigente storico del Basket 2000. «Più che uno sponsor era un grande amico. Con Ivano ci conoscevamo da quando io lavoravo a Mancasale, in una banca di cui lui era cliente». Un rapporto consolidatosi negli anni. «Veniva raramente a vedere le partite perché era sempre impegnatissimo sul lavoro; ma telefonava, si informava, indossava sempre con orgoglio la nostra maglia. Con lui ho condiviso tanti ricordi felici. Mi mancherà moltissimo».

Il soprannome “Golia” era dovuto all’aspetto. «Grande e grosso, con capelli lunghi e barba: dava l’idea del gigante». Soltanto una delle singolarità di Ivano. «Era un personaggio pazzesco, che si è fatto da solo e che ha sempre combattuto. Lo definirei un guerriero, soprattutto sul lavoro: era capace di lavorare quattordici ore al giorno» mantenendo «un carattere sportivo, alla mano, solare».

Ivano Bertolani lascia nel dolore i figli Denis e Monica, la moglie Teresa, il nipote Daniele, il fratello Mario e la sorella Antonella, il genero Marco e la nuora Yulia. Oggi chi vorrà porgergli l’ultimo saluto potrà far visita al feretro composto nella camera ardente del cimitero di Coviolo. Il funerale è stato fissato per domani: il corteo partirà alle 13.45 da Coviolo per il cimitero di San Maurizio, dove sono sepolti i genitori.

Messori annuncia che alle esequie parteciperanno i dirigenti del Basket 2000 e del Basket Jolly: «I bambini non lo conoscono, eppure gli devono molto».

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