Attacco no vax alla Cgil Ferri corti sulla mozione tra Pd e maggioranza
CASINA. Di recente il gruppo di minoranza Casina Futura aveva criticato l’amministrazione comunale per la mancata approvazione della mozione che aveva l’obiettivo di esprimere solidarietà alla Cgil per gli attacchi subiti nel corso di un corteo no vax a inizio ottobre. La risposta del sindaco Stefano Costi non si è fatta attendere: «Non trovo corretto che mi si attribuisca di essere superficiale, o addirittura peggio. Probabilmente, pur essendo di Casina, la segretaria del Pd locale Barbara Incerti non conosce bene la mia storia, né quella della mia famiglia, né tantomeno quella dei componenti della maggioranza del consiglio comunale e delle loro famiglie. Mi attengo semplicemente ai fatti: personalmente ho precisato che Casina Bene Comune era ed è assolutamente d’accordo con in principi esposti in mozione. Ho chiesto di ritirare la mozione per poterla poi presentare al successivo consiglio comunale in maniera condivisa da tutti, e di emendare la mozione eliminando i nomi di specifiche organizzazioni. Alla risposta negativa del capogruppo di minoranza, ho comunque proposto di approvarla nella medesima seduta, mantenendo l’emendamento da me proposto. Dopo un rapido consulto, la risposta di Casina Futura è stata che il testo era un “copia incolla” già approvato in altri consigli comunali e non era loro intenzione apportare modifiche, non consentendo, quindi, l’approvazione all’unanimità». Conclude Stefano Costi: «Al prossimo consiglio comunale di Casina, come gruppo di maggioranza presenteremo un punto all’ordine del giorno, in cui esprimeremo la nostra ferma condanna ai fatti accaduti ai danni della sede Cgil di Roma, e a ogni forma eversiva, da qualunque ideologia, colore e politica essa tragga ispirazione. Deve essere chiaro a tutti, che il sindaco, la giunta e il gruppo di maggioranza del Comune di Casina è contraria a ogni forma di attacco alla nostra democrazia, da qualunque parte essa provenga. Casina Bene Comune non ne fa mai una questione di appartenenza perché siamo “civici”».
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