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i tempi 

L’insediamento è previsto tra febbraio e inizio marzo

Am.P.

Tempi stretti, anche perché  incombe la Quaresima. Camisasca sarà il traghettatore:  confermati Nicelli e Pattuelli, ogni altro organismo è sospeso

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reggio emilia. Tra fine febbraio e inizio marzo: è il periodo previsto per l’insediamento del nuovo vescovo Monsignor Giacomo Morandi. I tempi del passaggio di consegne (dai due ai tre mesi) in questo caso dovrebbero essere brevi, sia perché Morandi, finora arcivescovo di Cerveteri, ha già un incarico che non comporta ulteriori passaggi liturgici per la presa di possesso sia perché la Quaresima di Pasqua – periodo nel quale nella Chiesa si ferma tutto – si avvicina.

Nel frattempo, come ha spiegato il cancelliere vescovile don Andrea Pattuelli, «va assicurata la funzionalità, pastorale e giuridica, della comunità diocesana e dei suoi organismi» nel periodo di transizione, secondo una rigida procedura prevista dal Codice di Diritto Canonico per le sedi vacanti.

Nel momento in cui Papa Francesco ha accettato la rinuncia di Camisasca (di prassi al compimento del 75esimo anno di età, in questo caso il 3 novembre scorso) il Santo Padre ha nominato il vescovo uscente amministratore apostolico, cioè reggente facente funzioni, «attribuendogli i diritti, le facoltà, i compiti che spettano al vescovo diocesano». E Camisasca a sua volta ha confermato nei loro compiti «il vicario generale e i vicari episcopali», per assicurare la continuità, «mentre è sospeso ogni altro organismo».

Significa che «decadono il Consiglio presbiterale e quello pastorale, mentre permangono le funzioni del Collegio dei Consultori e del Consiglio diocesano per gli affari economici, fino alla presa di possesso del nuovo vescovo», ha spiegato Pattuelli. Poiché «la successione nell’Episcopato è un fatto ecclesiale da accompagnare con la trepidante preghiera delle comunità parrocchiali e religiose. In base alla normativa propria (Cum de nomine episcopi, 9 ottobre 1972) e all’Ordinamento Generale del Messale Romano (editio typica III, 149) durante la sede vacante, nella preghiera eucaristica, si continuerà a pregare per il nostro vescovo Massimo fino al giorno dell’insediamento episcopale», rivolgendo però «una speciale intenzione di preghiera per il Nuovo vescovo eletto Monsignor Giacomo Morandi, chiamato a guidarci anche nel cammino sinodale intrapreso». Anche questa è una prassi consolidata.

Pattuelli ha concluso richiamando la lezione del Concilio: «Il romano Pontefice, quale successore di Pietro, è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedeli. I singoli vescovi invece sono il visibile principio e fondamento di unità nelle loro Chiese particolari queste sono formate ad immagine della Chiesa universale, ed è in esse e a partire da esse che esiste la Chiesa cattolica una e unica».

Am.P.

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