La scuola ricomincia fra assenze e aule vuote
reggio emilia. Banchi deserti, cattedre vuote o coperte da supplenti reperiti in tutta fretta, aule più silenziose del solito. Il peso della pandemia, con gli oltre 20mila reggiani contagiati attualmente in isolamento domiciliare e altri decine di migliaia di residenti in quarantena precauzionale, ha impattato anche sulle scuole di città e provincia.
E così ieri mattina, giorno della ripresa dell’attività scolastica per tutte le 461 scuole reggiane pubbliche e private (fra scuole dell’infanzia, elementari, medie, superiori e serali) il risultato è stato in molti casi un panorama a tratti surreale, con pochi studenti e alunni per classe e altri a casa tra malattie, contagi e didattiche a distanza.
Senza contare che ogni giorno il sistema di tracciamento dell’Ausl, che dà priorità proprio al controllo dei contagi fra i banchi, dispone nuovi isolamenti e quarantene. Talvolta, dove necessario, anche per classi intere. Alla penuria di studenti si aggiunge poi una fisiologica difficoltà a reperire personale scolastico in supplenza, difficoltà ampliata dall’emergenza pandemica.
Basti pensare che nel primo giorno dopo le vacanze natalizie gli assenti sono risultati circa il 12/13%, del totale un numero leggermente superiore alla norma e destinato a salire man mano che il contagio avanza. Certo, aveva ribadito alla Gazzetta il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Paolo Bernardi, «la cosa più importante è che le scuole siano aperte e il servizio sia garantito a tutti, benché diverse graduatorie siano esaurite».
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