Appello della Cgil al Governo «Scuole in Dad due settimane»
reggio emilia. Come volevasi dimostrare nelle scuole aumentano i banchi vuoti e s’accentuano le difficoltà dei dirigenti a colmare le assenze degli insegnanti (mediamente il 12% degli organici), che non di rado devono essere sostituiti dai colleghi in attesa dell’introvabile supplente.
Non è solo la conseguenza diretta dei contagi e delle quarantene, che stanno crescendo. Ieri in una scuola media inferiore erano presenti solamente 25 alunni su un centinaio. È un caso raro ma non eccezionale, che dimostra il disorientamento dei ragazzi e dei genitori di fronte a pressioni di segno opposto che giungono dal Governo, fermo nel disporre il rientro in presenza, e da molti dirigenti scolastici e amministratori locali propensi invece alla didattica a distanza.
Anche i sindacati sono combattuti fra l’adesione a un modello teorico di scuola in presenza e una realtà che la contraddice palesemente.
«In questa situazione di difficoltà – spiega Silvano Saccani, segretario provinciale della Flc-Cgil – si sarebbe potuta valutare attentamente l’opzione della didattica a distanza per una quindicina di giorni. È la proposta del sindacato reggiano, fatta propria anche dal segretario nazionale della Flc Francesco Sinopoli». Molti genitori che lavorano non sanno, però, a chi affidare i figli se le aule sono chiuse.
«In questi casi – obietta Saccani – si può usufruire del congedo parentale a carico dell’Inps, che integra il 50% dello stipendio del genitore assente dal lavoro».
Sono analoghe le perplessità della Cisl-Scuola. «La scuola – riferisce la segretaria provinciale Monica Leonardi – è in affanno per le tante assenze di docenti, alunni e collaboratori scolastici. Non c’erano le condizioni per una ripresa in presenza. Sarebbe stata preferibile una decina di giorni di dad».
Luciano Salsi
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